Simona e Sveva Fede, le figlie di Emilio Fede e Diana De Feo, sono in lite per l’eredità milionaria dei defunti genitori, a partire da Villa Lucia a Napoli e poi una villa ad Anacapri sull’isola di Capri, immobili ai Castelli Romani, gioielli, cassette di sicurezza e conti correnti.
Secondo Simona, la gestione del patrimonio da parte di Sveva avrebbe progressivamente svuotato l’asse ereditario delineato da Diana De Feo nel testamento del 13 novembre 2019. Tra gli episodi contestati vi sono l’apertura di una cassetta di sicurezza presso la Bnl di via del Tritone a Roma, la gestione di gioielli e altre operazioni bancarie successive alla morte della madre.
Cosa è successo tra le figlie di Emilio Fede
I segnali della frattura delle figlie di Emilio Fede erano già emersi ai funerali, Simona non si era presentata alle esequie celebrate il 4 settembre 2025 nella parrocchia di Dio Padre a Milano. «Non ci sarò al funerale di papà perché tutto quello che è accaduto dal 2023 fino a oggi non mi appartiene», aveva spiegato la figlia maggiore, puntando il dito contro la sorella. «Volevo parlare con lui per riconciliarmi, ma mi ha tenuto lontana», aveva aggiunto, denunciando l’impossibilità di vedere il padre negli ultimi anni e ricordando i quattro bisnipoti che Fede non avrebbe mai conosciuto. Mentre Sveva, in chiesa, congedava il padre con una frase rimasta: «Questa è l’ultima diretta di Emilio»
Al centro della disputa c’è un testamento e una fondazione. Nel testamento datato 13 novembre 2019, Diana De Feo, la moglie di Emilio Fede, avrebbe riconosciuto a Simona un diritto di comodato su Villa Lucia, mai concretamente esercitato, e le avrebbe destinato la propria metà della villa di Anacapri, l’altro cinquanta per cento apparteneva al marito. Quella quota paterna è però confluita nella Fondazione Emilio Fede, costituita il 30 luglio 2021, poco più di un mese dopo la morte della giornalista. La figlia maggiore ritiene così lesa la propria legittima e non si spiega come l’intero immobile sia finito nelle disponibilità della fondazione. Su Villa Lucia, edificio neoclassico in stile pompeiano acquistato a inizio Novecento dallo scrittore Italo De Feo, padre di Diana, Simona sostiene inoltre che valore e caratteristiche siano stati rappresentati al ribasso. Sveva, dal canto suo, non ha replicato pubblicamente alle accuse.
La vicenda è approdata alla Procura di Roma con accuse di circonvenzione d’incapace e appropriazione indebita. Tuttavia, il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione, ritenendo insufficienti gli elementi per sostenere un processo penale e indicando che il cuore della controversia appare destinato alle sedi civili. Simona Fede, assistita dall’avvocato Daniele Bocciolini, ha annunciato l’impugnazione del provvedimento e la richiesta di ulteriori indagini.





