Almeno una volta nella vita vi sarà capitato di porvi domande esistenziali, specie nei momenti più casuali della giornata. Magari siete lì che, con tanto olio di gomito, cercate di pulire le stoviglie della sera prima. Un’esperienza che accomuna chiunque, con lo sguardo perso nel vuoto e la mente che cerca di portarvi altrove. Allora vi chiedete: siamo soli nell’universo? È colpa di El Niño se ci sono 40° all’ombra o è il riscaldamento globale? Poi l’occhio vi scivola sulla moka e la vostra attenzione si concentra unicamente lì. “E questa come la pulisco?” vi siete chiesti sicuramente, alla ricerca di rimedi naturali o dei prodotti più efficaci per ottenere un buon risultato senza intossicarsi. Ecco, cerchiamo di concentrarci sulla domanda più semplice: la pulizia corretta dell’oggetto imprescindibile nelle case italiane.

Non abbiate paura del sapone quando lavate la moka, ma attenzione a una cosa

Tra video online e consigli diffusi sul web, i pareri sono abbastanza contrastanti. C’è chi si rifiuta categoricamente di utilizzare il sapone perché rovina l’aroma del caffè e rischia di far male e chi, invece, la lava unicamente in lavastoviglie. Quindi, qual è il modo corretto? Degli studi recenti fanno chiarezza su quelle che sono le tradizioni legate alla manutenzione della moka, andando a ridimensionare i vecchi allarmismi. Secondo uno studio pubblicato su Environmental Sciences Europe, infatti, il lavaggio in lavastoviglie favorisce effettivamente una parziale rimozione dello strato protettivo di ossido di alluminio, a causa delle alte temperature e del pH alcalino — cioè un valore superiore a 7 sulla scala del pH — dei detersivi.

Proprio per questo potrebbe verificarsi un’esposizione del metallo e una conseguente presenza di ioni alluminio nei caffè preparati successivamente. Calmi, niente panico! Per recare seri danni alla salute le quantità di alluminio devono essere superiori al milligrammo per chilo di peso corporeo. In questo caso la quantità presente nel caffè, come riporta Geopop, raggiunge al massimo il 4% di questa soglia. Non esiste, quindi, alcun pericolo di tossicità per i consumatori. Tuttavia, il lavaggio a mano resta comunque consigliato dai produttori per preservare l’integrità dell’oggetto nel tempo. E, legandoci a ciò, possiamo anche affermare che non esistono evidenze scientifiche che vietino l’uso del sapone. L’unico accorgimento segnalato in questo caso è la scelta di prodotti dagli aromi neutri. Così facendo, non vi è il rischio che l’aroma del limone possa contaminare quello del caffè.

Forse il consiglio più importante riguarda la formazione di eventuali muffe. Se siete soliti montare la moka quando questa è ancora umida all’interno, sappiate che quello diventa l’ambiente perfetto per la proliferazione di batteri. Quindi, dopo averla lavata accuratamente, assicuratevi di asciugarla con la stessa attenzione. Solo allora, e senza alcun pensiero, potete riporla in attesa del caffè successivo. Adesso che qualche falso mito è stato sfatato, potete riprendere con il lavaggio delle stoviglie e pensare a che fine abbia fatto la tanto ricercata Dubai chocolate.

Stefania Cirillo