Se pensate che le regole sul fumo siano uguali in tutto il mondo, preparatevi a un fuso orario culturale decisamente bizzarro. In Giappone la gestione del tabacco è un paradosso vivente, un autentico “mondo al contrario” rispetto all’Italia che lascerebbe a bocca aperta qualsiasi turista.
La gestione del fumo in Giappone: dalle multe alle smoking area
Storicamente, il Paese del Sol Levante è uno dei mercati asiatici più fiorente per il tabacco, secondo solo alla Cina, con circa 30 milioni di fumatori. Nonostante negli ultimi anni le cifre si siano abbassate, quello delle sigarette resta un vizio ancora molto popolare. La cosa incredibile è che un pacchetto costa mediamente solo 660 yen (circa 3,50 euro), una cifra irrisoria rispetto agli standard europei. Tuttavia, questa è solo una delle prime differenze sostanziali rispetto ad altre zone.
Se mai vi trovaste a Tokyo e aveste intenzione di accendervi una sigaretta, fermatevi subito, perché state rischiando una multa salatissima che va dai 1.000 ai 20.000 yen (da circa 5 euro a quasi 110 euro). In molte grandi città giapponesi, infatti, è severamente vietato fumare in strada, specialmente mentre si cammina. Il motivo non è strettamente legato alla salute, bensì alla gestione dello spazio e della sicurezza.
Nei marciapiedi iper-affollati il rischio di scottare accidentalmente un passante o un bambino con la sigaretta è altissimo. Inoltre, la regola serve a evitare che le strade si trasformino in un posacenere a cielo aperto. Questa norma, inoltre, varia da quartiere a quartiere ed è segnalata da cartelli stradali con vignette ironiche, ma anche dove non c’è un divieto formale, fumare camminando è considerato estremamente maleducato. Proprio per una gestione attenta, esistono delle smoking area apposite.
Qualcosa rispetto al passato è cambiato
Il vero shock culturale, però, lo troviamo quando entriamo in un locale pubblico. Se in Italia siamo abituati da anni a uscire al freddo anche solo per un tiro, in alcuni locali potrebbe essere ancora consentito liberamente. In alcuni pub è possibile che il cameriere vi possa chiedere se preferite la zona fumatori o non fumatori. Se scegliete la seconda, potreste comunque ritrovarvi in un tavolo a soli tre metri di distanza da un gruppo che fuma. Anche la maggior parte dei servizi Shinkansen, i famosi treni ad alta velocità, ha eliminato le sale fumatori a bordo. Le regole rispetto al passato sono sicuramente mutate nel tempo e oggi sembra esserci una maggior tutela anche per coloro che non fumano o, ad esempio, non ne gradiscono particolarmente l’odore.
Stefania Cirillo





