Come molte popstar, anche Dua Lipa ama sperimentare in campi diversi da quello musicale. A differenza della maggior parte delle sue colleghe, però, ha scelto di non cimentarsi con skincare e beauty, ma aprirà una biblioteca. Non una biblioteca qualunque, però: la Manifesto Library è infatti una raccolta di libri proibiti e censurati e, nell’ambito del nuovo festival letterario internazionale BABELL – City of Books, troverà sede permanente all’interno della celebre Livraria Lello a Porto, in Portogallo.
In un comunicato stampa, la cantante, che di recente ha festeggiato in Italia il suo matrimonio con l’attore Callum Turner, l’ha definita una «collaborazione da sogno», nonché il frutto di anni di impegno nel portare avanti la sua missione. «Quando ho fondato il Service95 Book Club, la mia ambizione era che diventasse una casa per scrittori e lettori, ovunque si trovassero e qualunque fosse la loro situazione», ha affermato, riferendosi al suo club del libro, che ogni mese consiglia un’opera e propone un podcast in cui lei stessa intervista l’autore. «Leggere il mondo ci avvicina; purtroppo, però, non tutti sono favorevoli a questo».
Dua Lipa apre una biblioteca in Portogallo: «Qui troverete cento libri che pongono domande o che sono stati essi stessi messi in discussione»
«Qui troverete cento libri che pongono domande o che sono stati essi stessi messi in discussione», ha spiegato Lipa. «Alcuni sono stati banditi dai distretti scolastici a causa di temi legati alla razza o alla sessualità. Altri, scritti per lettori LGBTQIA+, sono stati rimossi dagli scaffali. In alcuni casi, gli autori hanno pagato le proprie parole con la vita». Ha poi aggiunto: «Questa biblioteca è un tempio dedicato ai libri scomparsi, agli autori il cui coraggio smaschera le strutture di potere e controllo e ai lettori che rifiutano di farsi dire quale libro sia loro consentito leggere. Siete invitati a visitarla e a decidere in prima persona cosa debba trovare posto su questi scaffali. Perché, a volte, l’atto più sovversivo che si possa compiere è leggere un libro e poi parlarne».
Nella Manifesto Library saranno disponibili anche The Handmaid’s Tale di Margaret Atwood e Felon di Reginald Dwayne Betts, accanto a una selezione di opere di Salman Rushdie e Olga Tokarczuk. Il nuovo auditorium culturale della Livraria Lello ospita quasi cento volumi, ciascuno dei quali si ricollega a quattro temi chiave: potere, controllo, voce e memoria. «Da centoventi anni, la Livraria Lello si fonda su una convinzione semplice: il libro è una tecnologia di libertà. La Manifesto Library nasce proprio da questa convinzione», ha dichiarato Francisca Pedro Pinto, responsabile del brand legato al luogo. «Perché in gioco non c’è solo il futuro della lettura, ma la capacità di una società di immaginare, interpretare e costruire il proprio futuro».
Federica Checchia





