A sei giorni di distanza dai due devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela, i soccorritori hanno estratto dalle macerie un bambino ancora in vita. Le squadre di soccorso giunte dalla Giordania hanno salvato il piccolo, che l’agenzia di stampa Reuters ha identificato come Klieber Moran, nelle prime ore di martedì. Lo hanno tirato fuori dall’edificio Los Corales Garden 1, nello Stato di La Guaira; lo ha reso noto Delcy Rodríguez, presidente ad interim del Paese, in un messaggio su Telegram. Mercoledì scorso, due scosse di magnitudo 7,2 e 7,5, a distanza di meno di un minuto l’uno dall’altro, hanno fatto crollare edifici e intrappolato migliaia di persone.

Il bambino –di tre anni secondo Rodríguez, ma di due secondo il presidente dell’Assemblea Nazionale Jorge Rodríguez– si trova ora in una struttura sanitaria, dove sta ricevendo le cure necessarie.“Dobbiamo continuare a sperare di trovare persone ancora in vita sotto le macerie”, ha dichiarato Jorge in un discorso televisivo. “Questa mattina presto i soccorsi hanno salvato un bambino di due anni, che attualmente sta ricevendo assistenza presso una struttura sanitaria di Caracas”.

Terremoti in Venezuela: il bambino salvato è un barlume di speranza in una crisi umanitaria senza precedenti

Il portavoce delle Nazioni Unite Stéphane Dujarric ha annunciato che un carico dell’UNICEF, l’agenzia dell’ONU per l’infanzia, contenente quarantasette tonnellate di aiuti umanitari, è arrivato in Venezuela martedì. La spedizione comprende kit sanitari di emergenza per l’assistenza medica urgente, inclusi materiali per parti sicuri, la cura dei neonati, la prevenzione delle malattie e i trattamenti sanitari.

Secondo le stime del governo, il bilancio delle vittime supera le 1.900 unità, con oltre 10.000 feriti. Gli esperti ritengono che si tratti di una sottostima significativa, dato che ogni giorno i soccorritori estraggono altri corpi dalle macerie e gli obitori faticano a gestire l’afflusso delle salme. Tra i sopravvissuti è in corso una crisi umanitaria. Le agenzie dell’ONU hanno espresso preoccupazione per le ripercussioni sulla salute di migliaia di sfollati costretti a dormire all’aperto o in rifugi sovraffollati e privi di condizioni igieniche adeguate. La NASA stima che quasi 59.000 edifici abbiano subito gravi danni o siano stati distrutti dal duplice sisma. Martedì, invece, l’UNICEF ha dichiarato che, a livello nazionale, 680.000 bambini necessitano di assistenza umanitaria.

Federica Checchia