Grande paura per Aldo Montano, ricoverato in ospedale dopo la cena in un ristorante di Roma. L’ex campione di scherma è affetto da una gravissima allergia alla caseina e, nonostante avesse avvertito i gestori del locale, gli è stato servito qualcosa di contaminato. Il peggio è passato, ma a causa dello shock anafilattico, la vita dell’atleta è stata per un attimo “appesa a un filo”.
Dal letto di ospedale Aldo Montano trova la forza di sensibilizzare sulle allergie alimentari, di cui troppo spesso si sottovaluta la gravità:
“Non è un capriccio, non è una moda alimentare, non è un’intolleranza. È un’allergia potenzialmente mortale”. “Quando una persona informa il personale di avere un’allergia, – prosegue – non sta chiedendo un favore: sta consegnando la propria vita nelle mani di chi prepara e serve quel piatto”.
Il messaggio è chiaro: “Ogni volta che qualcuno minimizza, risponde con leggerezza o non segue i protocolli, sta mettendo a rischio una vita umana”. Perché, conclude il campione di sciabola, “tra una cena e una tragedia, a volte, c’è solo un errore”.
Infine il grazie a chi, quella vita appesa a un filo, è riuscito a salvarla con professionalità e sangue freddo: “Un ringraziamento enorme a tutto lo staff ospedaliero dott.ssa Roberta dott.ssa Annalisa e Tiziano del pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito e al mio driver coraggioso Gian Marco D’Esubio”





