Forse l’unica cosa peggiore di una rottura amorosa sono gli amici e i parenti che vi sommergono di frasi fatte. È vero, le intenzioni sono delle più nobili, ma il risultato in genere non è particolarmente soddisfacente. E se anche voi siete stati vittime della frase “il tempo cura tutte le ferite”, probabilmente vi siete anche resi conto che il tempo sembra prendersela comoda. L’unica cosa certa è che non esiste alcun manuale a prova di “vabeh, gli scrivo per sapere come sta”. No, neanche i calcoli matematici necessari per individuare il giorno e il minuto esatto in cui il vostro cervello dimenticherà automaticamente l’ex partner riescono ad essere efficaci. La scienza, però, ha deciso di darci una risposta esatta. Pare, infatti, che per superare la fine di una storia importante servono mediamente otto anni.
Dimenticare un ex è faticoso in termini di tempo ed energia
A lanciare questa doccia fredda emotiva è uno studio condotto dai ricercatori dell’Università dell’Illinois che hanno voluto indagare a fondo su come si evolvono i legami affettivi una volta giunti al termine. Il team ha intervistato oltre trecento adulti reduci dalla fine di una relazione durata più di due anni. I risultati hanno mostrato che la mente umana non possiede un interruttore rapido per i sentimenti (anche se ci piacerebbe). Dopo ben quattro anni dalla rottura, la maggior parte delle persone si trova soltanto a metà del percorso di elaborazione del trauma e del distacco emotivo. Ce ne vogliono, poi, altri quattro per far sì che le tracce dolorose e i ricordi residui sbiadiscano quasi completamente.
Tuttavia, i ricercatori sottolineano che questi otto anni non sono una condanna fissa o una sentenza valida per tutti, poiché il cronometro del cuore varia notevolmente in base a come è stato vissuto il rapporto e a come si gestisce il periodo post-rottura. Esistono dei veri e propri acceleratori, ma anche deceleratori di questo processo. Chi, ad esempio, soffre di forte dipendenza affettiva o affronta i legami con ansia costante, rischia di allungare i tempi a dismisura, trasformando l’ex in un fantasma difficile da scacciare.
Cerchiamo di non peggiorare la situazione
Il fattore di rischio più grande per la nostra salute mentale rimane, però, il vizio di mantenere i contatti. Continuare a scriversi, controllare i profili social o frequentarsi come amici subito dopo la rottura boicotta i tentativi del cervello di voltare pagina. In questi casi le tracce emotive rischiano di rimanere impresse per moltissimo tempo e in alcune circostanze potrebbero addirittura non scomparire mai del tutto. Insomma, se otto anni vi sembrano un’eternità, il consiglio della scienza è chiaro: meglio tagliare i ponti subito, per evitare che la convalescenza amorosa si trasformi in un vero e proprio incubo.
Stefania Cirillo





