Il modo in cui creiamo e modifichiamo i contenuti sui social potrebbe cambiare radicalmente per tutti. Mark Zuckerberg, infatti, ha svelato Muse Image, il nuovissimo modello generativo sviluppato dalla divisione Superintelligence Labs. Questo sistema, che manderà progressivamente in pensione la vecchia serie Llama, è già in fase di rilascio su Instagram, WhatsApp e nell’app Meta AI. L’arrivo su Facebook e Messenger, invece, è previsto a breve.

Come funziona l’approccio di Muse Image di Meta?

Forse è giunto il momento di dimenticare i classici generatori di immagini che, come abbiamo visto spesso, tendono a realizzare risultati particolari e con qualche dito in più. Muse Image dovrebbe essere in grado di ribaltare quello a cui siamo abituati attraverso l’introduzione di un nuovo approccio agentico. È prevista, inoltre, una collaborazione insieme a Muse Spark. Questo significa che l’intelligenza artificiale non si limita a eseguire meccanicamente, ma attua un vero e proprio ragionamento. Non vengono generati pixel in maniera automatica, alle spalle si somma una navigazione aggiuntiva sul web affinché sia possibile cercare in tempo reale il contesto corretto. A quel punto si parla di una pianificazione del progetto e, solo alla fine, la creazione di quanto richiesto.

Il risultato promette una precisione mai vista prima, permettendo agli utenti di dire addio agli errori grafici grossolani. Oltre a ciò, l’azienda ha anche annunciato l’arrivo di Muse Video, una versione pensata esclusivamente per i filmati. Tuttavia, la vera miccia potenzialmente esplosiva riguarda la gestione dei dati personali legata soprattutto a Instagram. Questo significa che, digitando il simbolo “@” seguito dal nome di un account pubblico, Meta AI sarà in grado di analizzare le foto del profilo dell’utente al fine di memorizzare i tratti del viso e replicarli alla perfezione all’interno di una nuova immagine generata sul momento. Questa funzione, ovviamente, non sarà disponibile per i profili privati. Inoltre, tenendo conto delle normative europee estremamente rigide, è possibile che questa funzione possa essere disattivata o limitata nell’Unione europea. Pare, comunque, che sia possibile disattivare questa opzione dalle impostazioni dell’account.

Modifiche intelligenti sì, ma quale sarà il futuro dei social?

Muse Image, però, non servirà solo a creare illustrazioni da zero. Il modello, infatti, permetterà di fare editing avanzato come, ad esempio, isolare un mobile visto su Facebook Marketplace e chiedere all’IA di reinventare da capo tutto l’arredamento circostante. Sarà anche possibile modificare i dettagli di uno scatto semplicemente disegnandoci sopra, per poi condividere il risultato direttamente nelle Storie o su WhatsApp. Negli Stati Uniti, questo motore spingerà anche 30 nuovi effetti speciali per le Storie. La sfida per il controllo dell’immaginazione digitale è ufficialmente aperta.

Stefania Cirillo