Mettiamo il caso che stiate organizzando un viaggio in Giappone. Prenotate un hotel a Tokyo, entrate in ascensore e notate qualcosa di strano nella pulsantiera: si passa direttamente dal terzo al quinto piano. No, non lo state immaginando: siete appena incappati nella tetrafobia, ovvero la paura viscerale del numero 4.
Non vedere il numero 4 in Giappone è abbastanza comune
Mentre noi occidentali ce la prendiamo con il venerdì 17 o il numero 13, in Asia orientale (Giappone, così come Cina, Corea e Taiwan) il primo nemico della matematica è il 4. Il motivo principale è un gigantesco e sfortunatissimo malinteso linguistico. In giapponese, infatti, la parola “quattro” si pronuncia shi, che ha lo stesso identico suono del carattere utilizzato per dire “morte”. In linguistica definisco questo fenomeno come condensazione semantica.
Questa associazione è così potente che negli ospedali e negli hotel il quarto piano e la stanza numero 4 non esistono quasi mai, per evitare di gettare nel panico pazienti e turisti. E se proprio bisogna contare fino a quattro? I giapponesi, che sono pragmatici, usano una scappatoia linguistica e preferiscono usare la pronuncia alternativa yon, decisamente più allegra e priva di legami con l’aldilà. La colpa di questa superstizione, in realtà, è dei vicini di casa. Tra il VII e il XII secolo, il Giappone ha importato dalla Cina la scrittura (i kanji) e l’intera impalcatura filosofico-cosmologica. Nel pensiero cinese classico, i numeri non servivano solo a fare i conti della spesa, ma erano legati all’armonia del cosmo, ai punti cardinali e agli elementi. Il 4 è arrivato in Giappone già con la valenza di numero “interruttore” dell’armonia cosmica, oltre che con la tragica omofonia.
In Giappone lo sviluppo tecnologico e le credenze passate convivono pacificamente
Ma come fa un Paese estremamente sviluppato, patria dei treni a levitazione magnetica e dei robot antropomorfi, a credere ancora a queste cose? La risposta sta nel modo unico in cui i giapponesi vivono la modernità. Lì il passato non viene cancellato, ma integrato come uno strato geologico. Shintoismo e Buddhismo convivono pacificamente con gli smartphone, e saltare il numero 4 in un hotel non è visto come un ritorno al Medioevo, ma come un rispettoso adattamento alla sensibilità sociale.
Questa “maledizione” a volte esce dagli hotel e scende persino in campo aperto, letteralmente. I tifosi della nazionale di calcio nipponica la conoscono bene: storicamente, il Giappone soffre di una vera e propria sindrome del quarto match nei Mondiali, non riuscendo mai a superare questo sbarramento statistico. Guarda caso, proprio la quarta sfida del Mondiale 2026, giocata contro il Brasile, è concisa con una sconfitta. Coincidenza da brividi? Chissà. Nel dubbio, ricordate: la superstizione è roba da ignoranti, ma non crederci porta male.
Stefania Cirillo





