50 Cent ha festeggiato le tre candidature agli Emmy ricevute per il suo lavoro di produzione del documentario su Diddy, Sean Combs: The Reckoning, realizzato per Netflix. «Tutti avevano qualcosa da dire quando l’ho annunciato… ora anche gli Emmy hanno qualcosa da dire», ha dichiarato con orgoglio in un post su Instagram, poco dopo l’annuncio. «3 nomination agli Emmy per Sean Combs: The Reckoning. Di fronte al lavoro svolto non si può obiettare nulla».

La docuserie ha ottenuto candidature nelle categorie Miglior serie documentaristica o di saggistica, Miglior regia per un programma documentaristico o di saggistica e Miglior montaggio per un programma di saggistica. Nei commenti, il boss della G-Unit ha ricevuto moltissimi messaggi di affetto da fan e colleghi, tra cui quello di Busta Rhymes: «Congratulazioni e buon compleanno in ritardo, King».

50 Cent sulla docuserie incentrata sui crimini di Diddy, candidata a tre Emmy: «Da anni mi impegno a raccontare storie autentiche attraverso la G-Unit Film and Television»

Quando 50 ha annunciato per la prima volta i propri piani per una docuserie su Diddy nel 2024, in molti pensarono che si trattasse della sua solita provocazione, ma la realtà era ben diversa. The Reckoning è uscito nel dicembre 2025, scatenando immediatamente un acceso dibattito su Diddy. Il prodotto, suddiviso in quattro parti, ripercorre l’ascesa e la caduta dell’ormai screditato magnate della Bad Boy, approfondendo inoltre la storia dei presunti abusi sessuali di Combs legati al caso federale di traffico a scopo sessuale.

«Da anni mi impegno a raccontare storie autentiche attraverso la G-Unit Film and Television», ha dichiarato il cantante al momento dell’uscita della serie. «Sono grato a tutti coloro che si sono fatti avanti affidandoci le loro storie e sono orgoglioso di avere Alexandria Stapleton alla regia del progetto, per portare questa storia importante sullo schermo». Nell’ottobre 2025, Diddy è stato condannato a 50 mesi di reclusione per aver violato le leggi federali sulla prostituzione, riuscendo però a evitare accuse ben più gravi come traffico a scopo sessuale e associazione a delinquere di stampo criminale (racketeering).

Federica Checchia