Se pensavate che l’animalier avesse già conquistato tutto il conquistabile, preparatevi a ricredervi. Dopo aver invaso borse, trench, unghie e persino cover per smartphone, ora è il turno delle sneakers. Nike ha appena presentato il nuovo Safari Pack, una capsule che reinterpreta due modelli iconici come Air Force 1 e Air Max 90 attraverso texture ispirate al mondo animale, dimostrando ancora una volta che il dettaglio giusto può trasformare una silhouette che conosciamo da decenni in qualcosa di completamente nuovo.
Le Air Force 1 hanno deciso di entrare nella Mob Wife Era
La protagonista assoluta della collezione è senza dubbio la Air Force 1, proposta in due versioni completamente diverse tra loro. La colorazione bianca è la più minimal del trio: mantiene la classica tomaia in pelle candida, ma aggiunge uno Swoosh con texture Safari, linguetta coordinata e piccoli dettagli arancioni che spezzano il look senza renderlo eccessivo. È il tipo di sneaker che riesce a elevare anche il più semplice dei look, quello composto da jeans larghi, canotta bianca e occhiali da sole.
Se invece appartenete alla categoria “basic? mai sentita”, la versione nera è quella che fa per voi. Qui Nike si diverte a mixare diverse texture, dalla stampa elephant fino agli inserti Safari, aggiungendo dettagli rossi che rendono la scarpa ancora più d’impatto. È una Air Force che non prova a passare inosservata, anzi: nasce proprio per diventare il punto focale dell’outfit. D’altronde il 2026 sembra aver mandato definitivamente in pensione il minimalismo assoluto, lasciando spazio ad accessori che si fanno notare al primo sguardo.
Anche le Air Max 90 si sono date al wild
Anche la Air Max 90 entra nella capsule con una reinterpretazione decisamente più grintosa. La base resta nera, ma vengono aggiunti dettagli blu royal, una mudguard con stampa Safari e uno Swoosh con una particolare texture effetto pelle di razza che rende la silhouette ancora più ricca. Il risultato è una sneaker che mantiene tutto il DNA della Air Max 90, ma acquista un’identità completamente nuova grazie al lavoro sui materiali.
A rendere ancora più interessante la collezione ci pensa un piccolo dettaglio nascosto sul tallone: ogni modello presenta infatti un emblema tridimensionale con uno Swoosh che si trasforma nell’occhio di un animale. È uno di quei particolari che probabilmente molti non noteranno subito, ma che gli sneakerhead ameranno scoprire osservando la scarpa da vicino.
Ma perché proprio “Safari”? La risposta arriva direttamente dalla storia di Nike. La celebre stampa nasce nel 1987 dalla mente del designer Tinker Hatfield, che trovò ispirazione osservando un divano rivestito in pelle di struzzo all’interno di un negozio di arredamento di New York. Da allora quel motivo è diventato uno degli elementi più riconoscibili del brand, comparendo nel tempo su modelli iconici come Air Safari, Air Max 1, Air Presto e Air Foamposite. Oggi torna ancora una volta, ma con un’estetica decisamente più contemporanea.
Cattive notizie: prenderle non sarà semplicissimo
La cattiva notizia è che mettere le mani su questa capsule non sarà semplicissimo. Al momento il Safari Pack è disponibile esclusivamente nei negozi Nike e Atmos in Giappone, una scelta che rende la collezione ancora più desiderabile e che probabilmente farà esplodere il mercato del resell nel giro di pochissimo.
Una cosa, però, è già chiara: il 2026 non sarà l’anno delle sneakers che cercano di mimetizzarsi. Sarà l’anno delle scarpe che diventano il pezzo forte del look, giocando con texture, materiali e dettagli che trasformano anche i modelli più iconici in vere statement shoes. E Nike, con questo Safari Pack, sembra averlo capito prima di tutti.





