Vadym Iermolaiev, l’imprenditore ucraino sopravvissuto a un attentato subito davanti alla sua abitazione, nel Principato di Monaco, ha accusato l’intelligence militare di Kiev di aver organizzato l’aggressione. Nella sua prima dichiarazione pubblica dopo l’esplosione che ha scosso Montecarlo, il magnate ha ribadito come, secondo lui, dietro il tentativo di assassinio —che lo ha lasciato ferito— vi siano ufficiali in servizio ed ex ufficiali del GUR. «Sulla base degli elementi investigativi in ​​nostro possesso, non abbiamo dubbi che ufficiali in servizio della Direzione principale dell’intelligence del Ministero della Difesa dell’Ucraina, comunemente nota come GUR, siano stati direttamente coinvolti in questo tentativo di omicidio», ha affermato l’imprenditore in una nota diffusa dai suoi legali.

La presunta autrice dell’attentato nel Principato di Monaco, Anastasiia Berezovska, è morta

Gli inquirenti francesi hanno identificato la presunta autrice dell’attentato in Anastasiia Berezovska, accusando la cittadina ucraina di aver piazzato un ordigno esplosivo in un luogo pubblico con intento criminale. La bomba è esplosa mentre Iermolaiev usciva da un edificio insieme alla compagna e al figlio tredicenne. Alcuni giorni dopo l’attentato, la donna è stata trovata morta nei pressi di Kiev. Le autorità ucraine hanno arrestato due sospettati per il suo omicidio: Vladyslav Reut, un ufficiale del GUR, e Oleksandr Zhykovych, un ex appartenente alle forze dell’ordine.

Comparso davanti a un tribunale di Kiev giovedì scorso, Reut ha indicato Zhykovych come il responsabile dell’omicidio di Berezovska. Secondo l’accusa, i due l’avrebbero costretta sotto la minaccia di un’arma a salire su un’auto, per poi condurla in un bosco vicino al villaggio di Yuriv –a circa sessanta chilometri a ovest della capitale– dove l’hanno uccisa.

Vadym Iermolaiev punta il dito contro l’Ucraina

I procuratori ucraini hanno cercato di presentare l’accaduto come l’iniziativa di un singolo agente dei servizi segreti che ha agito di propria iniziativa, sostenendo che Reut avesse nascosto i suoi contatti con Berezovska e agito all’insaputa e senza l’autorizzazione dei vertici dell’agenzia. Iermolaiev ha respinto tale ricostruzione, dichiarando: «Secondo le prove attualmente disponibili, la cospirazione andava oltre gli esecutori materiali e gli organizzatori, coinvolgendo anche ufficiali in servizio del GUR a loro collegati, inclusi individui vicini agli attuali ed ex vertici dell’agenzia».

L’imprenditore ha ricordato come l’esplosione sia stata «abbastanza potente da sventrare le ringhiere in acciaio e distruggere i gradini in pietra davanti a casa nostra. Non si è trattato di un avvertimento. È stato un tentativo di uccidere non solo me, ma anche la mia famiglia». La sua compagna, Anna, ha riportato «lesioni catastrofiche e irreversibili», mentre il figlio ha subito ustioni, fratture e altre gravi ferite. «Mi trovo ancora in terapia intensiva e sto iniziando solo ora il lungo percorso di recupero», ha aggiunto.

La vicenda rappresenta un motivo di imbarazzo per Volodymyr Zelensky, e rischia di incrinare i rapporti con i partner europei qualora le accuse di un coinvolgimento e di una conoscenza diretta da parte del GUR dovessero acquisire maggiore credibilità. L’episodio giunge in un momento politicamente delicato per il presidente ucraino, oggetto di critiche per la decisione di sollevare dall’incarico il ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, figura molto stimata.

Federica Checchia