Contrariamente alla maggior parte dei suoi colleghi, Mick Jagger sembra essere sceso a patti con l’impiego dell’intelligenza artificiale nella musica. Più o meno. Il frontman dei Rolling Stones ne ha parlato nel corso di un’intervista concessa a Billboard, spiegando di non essere contrario per partito preso all’AI, purché questa sia usata in modo originale e creativo.

Il cantante ha chiarito: «Naturalmente non voglio essere imitato dall’intelligenza artificiale, né dal punto di vista vocale né da quello degli strumenti, e lo stesso vale per la band. Non voglio che la gente si limiti a pubblicare roba che suona esattamente come i Rolling Stones. Ovvio che questo sia sbagliato. Ma se qualcuno vuol fare musica con l’AI, la faccia pure, purché il risultato sia originale. Ci devi mettere il tuo input e le tue idee. Ci sono persone che usano l’intelligenza artificiale semplicemente per creare una canzone da zero, nello stile dei Rolling Stones. Le persone minimamente creative non lo fanno».

Mick Jagger e Keith Richards parlano dell’intelligenza artificiale (e non concordano del tutto tra loro)

Nella stessa intervista è intervenuto anche Keith Richards, che ha affermato: «Preferisco le cose originali. La musica potrebbe fare di meglio che cercare di copiare se stessa. Dopotutto, si tratta di cose piuttosto semplici. Non stiamo parlando di Beethoven o di Bach, e non ho dubbi che l’intelligenza artificiale sia in grado di farlo, e allora? Vogliamo idee nuove. Non vogliamo sempre più copie e sintesi».

Nel videoclip di In the Stars, tratto da Foreign Tongues, gli Stones sono interpretati da degli attori, i cui volti sono stati trasformati con la tecnica del deepfake somigliare alla versione dei membri della band di una cinquantina d’anni fa. A tal proposito, Jagger ha specificato: «Sono veri musicisti che un po’ somigliano ai Rolling Stones del 1968. L’unica cosa modificata erano i volti. Hanno lavorato prima sul mio. Mi somigliava, ma non ero proprio io, sembrava uno dei miei figli a ventitré anni o giù di lì. Poi ho visto Ronnie e ho detto a chi ci stava lavorando che sembrava Jeff Beck. Hanno dovuto lavorarci un po’ di più». Lapidario il commento di Richards: «Molto bello. Magari avessi ancora quell’aspetto!».

Federica Checchia