Quando in politica si usa l’aggettivo “catastrofico”, di solito è per un dibattito acceso. Questa volta, però, la parola arriva direttamente dagli apicoltori francesi e riguarda due sostanze: acetamiprid e flupyradifurone. Questi ultimi sono due pesticidi così controversi da aver provocato un terremoto politico in Francia, spingendo la ministra della Transizione Ecologica, Monique Barbut, a rassegnare le dimissioni.

Qual è il rischio legato a questi pesticidi qualora venissero approvati in Francia?

Un gesto clamoroso, congelato sul nascere dal presidente Emmanuel Macron che le ha respinto la lettera d’addio richiamandola all’ordine in nome delle “emergenze climatiche”. Ma cosa è successo di preciso per scatenare un simile finimondo? Tutto nasce dall’approvazione di una controversa legge agricola da parte del Parlamento francese. Il provvedimento spalanca la porta alla reintroduzione di questi due insetticidi, vietati in Francia da anni ma ancora consentiti nell’Unione europea. A evidenziare questo aspetto sono stati gli agricoltori di barbabietole, mele e nocciole, i quali lamentano la concorrenza sleale dei colleghi europei.

Il risultato si è tradotto in un’alleanza tra centristi ed estrema destra ha fatto passare il testo, scatenando l’ira della sinistra e degli ambientalisti. Ma perché questi due farmaci per le piante fanno così paura? I critici li definiscono vere e proprie mine vaganti per l’ecosistema. Le ricerche, infatti, dimostrano che l’acetamiprid devasta il cervello delle api da miele, mandando in tilt la loro memoria e la capacità di procurarsi il cibo. Il flupyradifurone, invece, venduto inizialmente come un’alternativa “verde”, si è rivelato addirittura letale per alcune api.

La battaglia sicuramente non finirà qui

La questione, tuttavia, non è finita qui visto che la faccenda tocca da vicino anche noi umani. L’associazione Pesticide Action Network Europe lancia un grave allarme. Infatti, trattandosi di neonicotinoidi capaci di interferire con il sistema endocrino, queste sostanze sono sospettate di favorire l’infertilità e persino il cancro al seno. Ma il dato più inquietante riguarda i più piccoli. Essendo capaci di superare le barriere biologiche, tracce di acetamiprid sono state trovate nei cordoni ombelicali, nel latte materno e nel liquido cerebrospinale dei neonati, con possibili rischi per lo sviluppo cerebrale. Ora la palla passa al Senato e, molto probabilmente, al Consiglio Costituzionale, che già l’anno scorso aveva sbarrato la strada a queste sostanze. Il governo difende la misura parlando di “deroghe temporanee e controllate”, ma la sensazione è che la battaglia, tra salute, scienza e portafogli degli agricoltori, sia appena iniziata.

Stefania Cirillo