Alan Kurdi, ferma tra Malta e Lampedusa, ha il divieto di entrare in acque italiane.
Alan Kurdi, la nave della ong tedesca Sea Eye, ha salvato tredici persone in mare ma è pervenuto il divieto di ingresso, transito e sosta nelle acque territoriali italiane (compresi ovviamente i porti) sottoscritto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini e confermato poche ore fa dai ministri Trenta e Toninelli.
Lo stop alla Alan Kurdi di Trenta e Toninelli
Neanche la presenza di otto minorenni è riuscita ad impedire ai ministri Toninelli e Trenta di controfirmare il divieto di ingresso alla Alan Kurdi ed infatti i due ministri Cinque Stelle sottoscrivono lo stop della nave che ieri ha soccorso e preso a bordo in acque maltesi tredici migranti che si trovavano alla deriva a bordo di un barchino in legno sovraccarico. Lo fa sapere il Viminale. Nelle scorse ore il provvedimento è stato notificato al comandante della nave.

L’imbarcazione, che prende il nome dal bambino siriano di tre anni di etnia curda siriana, divenuto simbolo della crisi europea dei migranti dopo la sua morte per annegamento, oltre all’iconica foto scattata al ritrovamento del suo corpo senza vita su una spiaggia, già a inizio agosto aveva fatto parlare di sé per lo sbarco di quaranta migranti a Malta.
Salvini attacca il Pd sul caso immigrazione
In attesa che si risolva la crisi di governo, il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ancora in carica, procede con la linea dura dei “porti chiusi” sul tema immigrazione. E rincara la dose attaccando il Partito Democratico. “Se il Pd vuole riaprire i porti e far ricominciare il business dell’immigrazione clandestina lo dica agli italiani“.

Intanto, la nave Mare Jonio è ancora ferma da mercoledì a 13 miglia da Lampedusa, con 34 persone a bordo, dopo aver lanciato l’allarme igienico-sanitario. A tal proposito, il segretario dem Nicola Zingaretti twitta: “Queste cose non vogliamo più vederle. Non è umano. Fate scendere subito questi esseri umani“.





