“Il Patrimonio va tutelato ma bisogna investire su Arte Contemporanea, Architettura, Industrie Culturali e Fotografia”
Roma, 2 Ottobre 2019. Durante il suo discorso introduttivo di inizio mandato, tenuto a porte chiuse e in presenza di tutti i gruppi parlamentari, il Ministro della cultura e del turismo ha confermato l’importanza della tutela dei beni culturali e artistici, degli archivi librari e di tutto il nostro patrimonio storico che è tra i più importanti al mondo. Franceschini poi va oltre e non dimentica di lanciare la nuova sfida di mandato: investire su Arte contemporanea.
Rassicurante per gli alleati di governo, l’intenzione di consolidare la difesa e la tutela verso ciò che già esiste e che contraddistingue la nostra Nazione. Riconfermata quindi la strada già iniziata anni fa e ribadita la necessità di puntare sulla “diplomazia culturale”. Il Ministro torna a confermare anche gli ingressi gratuiti in tutti i luoghi della cultura statale e nei musei, la prima domenica di ogni mese. (l’iniziativa era stata lanciata dallo stesso Ministro nel 2014 e aveva portato, negli anni, oltre 15 milioni di visitatori).
“Va bene il patrimonio, ma ora dobbiamo investire su quello che al ministero ancora non c’è…”
Il Ministro, va oltre e annuncia la vera sfida di questo mandato. Spiega con disinvoltura come sia necessario dare importanza e considerazione anche al presente, promuovendo e sostenendo la nostra dote creativa e del nostro patrimonio culturale, ponendo l’attenzione verso quelle forme d’arte e di cultura che esistono ma che attualmente non hanno ancora trovato collocazioni stabili ne investimenti adeguati.
Racconta che in altri paesi dal patrimonio storico artistico meno corposo – Regno Unito per esempio – grossi investimenti hanno reso le industrie culturali e creative contemporanee, risorse economiche e turistiche importanti. La sua considerazione, mira a ricordare che il lavoro artistico qualitativo non è soltanto quello venuto dal passato, ma una realtà italiana esistente.
Investire su arte contemporanea e creatività sembra essere una sfida doverosa.
Muoversi in questo senso è un dovere italiano e un’esigenza contemporanea. L’esempio citato riguarda la Fotografia, un linguaggio che inspiegabilmente, non ha ancora trovato una struttura e un riconoscimento artistico ufficiale.
Guarda il video completo del discorso.
Quelli di Franceschini sembrano buoni propositi e noi restiamo in attesa augurandoci che possano anche essere, finalmente, occasioni reali e opportunità: Forse quelle che coinvolgeranno nuove generazioni di artisti, architetti e fotografi, che potranno farli lavorare per un’Italia artisticamente innovata e magari, domani, nuovamente ricordata.





