Il Politecnico di Parigi, scuola di Bernard Arnault, ha annunciato lo scorso giovedì la nascita di un istituto di matematica. A finanziare l’ambizioso progetto da 50 milioni è lo stesso imprenditore miliardario presidente del gruppo del lusso LVMH. Il progetto è finanziato dalla sua società di famiglia Agache, e supporterà la costruzione di un edificio destinato ad accogliere ricercatori internazionali di alto livello, nonché il lancio del programma scientifico ‘La Résidence Mathématiques’ a partire dall’inizio dell’anno accademico.

Bernard Arnault finanzierà un istituto di matematica al Politecnico di Parigi

L’inaugurazione del futuro edificio è prevista entro il 2030 nel campus di Palaiseau (Essonne), e sarà oggetto di un concorso di architettura. Prenderà poi il nome di ‘Istituto di matematica e scienze fondamentali Bernard Arnault’. Laura Chaubard, direttrice generale della scuola, ha dichiarato in un’intervista a Le Figaro che la Scuola “dovrà poi reperire ulteriori finanziamenti”, sebbene questa sia una “donazione storica sia per l’X che per la ricerca fondamentale francese”. In risposta ad eventuali critiche legate alle partnership con aziende private, sostiene che il progetto fosse “molto atteso e ampiamente sostenuto dalla comunità accademica”.

Ma la notizia non entusiasma proprio tutti: infatti, lo scorso 12 giugno, durante la cerimonia di consegna dei diplomi all’Istituto alcuni studenti che indossavano maschere raffiguranti il presidente di TotalEnergies, Patrick Pouyanné, e Bernard Arnault, per denunciare le partnership con le imprese private. Il collettivo responsabile ha espresso diffidenza alla notizia di questo finanziamento, sostenendo la “strumentalizzazione della ‘scienza’ e di un’istituzione statale al servizio degli interessi di un miliardario che accumula la propria fortuna attraverso lo sfruttamento, la delocalizzazione, l’ottimizzazione fiscale e gli aiuti pubblici. Con questo istituto che porta il suo nome, dopo la sua nomina all’Accademia delle Scienze, Bernard Arnault incarna il simbolo di una collusione delle élite, imposta dal taglio del bilancio pubblico destinato all’istruzione superiore e alla ricerca, a vantaggio di poche scuole e della riproduzione sociale”, afferma il collettivo in un comunicato.

Marianna Soru