Antigone di Sophie Deraspe arriva alla Festa del Cinema di Roma con una chiave di lettura moderna.

Credits: Festa del Cinema di Roma

Sbarca alla Festa del Cinema di Roma il film Antigone di Sophie Deraspe, di ritorno in sala a 10 anni dall’esordio di Un soffio di vita. Inoltre, la pellicola presentata ieri rappresenterà il Canada ai prossimi Oscar. La 46enne regista canadese ha liberamente adattato l’omonima tragedia di Sofocle, rappresentata per la prima volta nel 442 a.C, proiettandola ai giorni nostri.

La trama

Antigone è ispirato all’omonima tragedia greca di Sofocle e racconta la storia di una giovane, Antigone (Nahéma Ricci), che dopo l’uccisione dei suoi genitori si trasferisce a Montreal, in un piccolo quartiere operaio, insieme al resto della famiglia: la sorella Ismene (Nour Belkhiria), i fratelli Étéocle (Hakim Brahimi) e Polinice (Rawad El-Zein) e la nonna Menoeceus (Rachida Oussaada). Ottima studentessa, la ragazza conduce una vita modesta e funge da nodo di unione tra tutti i suoi familiari. Quando suo fratello Étéocle viene ingiustamente ucciso dalle forze dell’ordine e Polinice arrestato, la disperazione si abbatte sulla famiglia di Antigone. Rimaste sole, le tre donne rischiano di essere espulse dal Paese. E proprio da qui inizia la battaglia di Antigone.

La recensione

Una pellicola forte nel quale la regista Sophie Deraspe crea un’eroina moderna e combattiva che fugge dalle leggi dell’uomo per difendere il proprio concetto di giustizia. Crea così un’Antigone sociale, interpretata da una bravissima Nahéma Ricci, che cerca in tutti modi di lottare per una società più equilibrata e per abolire cittadini di serie A e cittadini di serie B. Però la tragedi greca, pur avendo una critica sociale verso il mondo moderno contro i soprusi, non toglie l’attenzione ai temi dell’opera come la famiglia, l’esilio, il potere e soprattutto il sacrificio.

L’opera conclude con il rimpianto ed un pizzico di rabbia per aver visto sprecare di un soffio l’occasione per dare alla luce una grande battaglia di civiltà.