Bill Murray arriva alla Festa del Cinema di Roma per ritirare il Premio alla carriera tra ritardi e ironia.

Credits: Festa del Cinema

Bill Murray superstar alla quattordicesima edizione della Festa del Cinema di Roma per ricevere il Premio alla Carriera. Ma l’attore americano preferisce il pigiama.

“Siamo andati a prenderlo ed era ancora in pigiama. Le altre conferenze andranno come previsto e Bill Murray ci sarà comunque l’Incontro. La conferenza è rimandata, vi invieremo una mail con il nuovo orario” così il direttore artistico del Festa Antonio Monda.

Credits: Festa del Cinema

Successivamente Murray arriva all’Incontro Ravvicinato con oltre mezz’ora di ritardo. A consegnargli il riconoscimento l’amico Wes Anderson, con cui ha girato ben sei film, che diventano otto se consideriamo anche i doppiaggi di Mr. Fantastic Fox e L’isola dei cani.

E non finisce qui. Insieme sul palco con Antonio Monda come moderatore, Bill Murray impedisce all’interprete, Olga Fernando, di fare il suo lavoro: ovvero tradurre domande e risposte. E questo, durante tutto l’incontro, tra le proteste di parte del pubblico pagante che chiedeva di capire cosa si stesse dicendo.

“Siamo dei veri americani aggressivi, se volete vi fate dire la traduzione dal vicino” dice a un certo punto scherzando lo stesso Murray, nel silenzio, forse imbarazzato, di Monda. In questo incontro, davvero singolare, si sono visti interventi video di amici eccellenti come quello di Jarmush e anche interventi fisici come nel caso di Frances McDormand che, salita acrobaticamente sul palco ha detto a Murray: “Sono qui per te, Bill, perché tu ci sei sempre stato per me”.

Credits: Festa del Cinema di Roma

La vita professionale

Durante l’incontro, il premio oscar ha ripercorso la sua vita professionale ricordando di quando sul set di Moonrise Kingdom di Anderson “lavoravamo come pazzi e mangiavamo solo a mezzanotte”, ma soprattutto come fu “bello lavorare con un regista che si prende il tempo per guardare il cielo e aspettare la luce giusta. Un regista poi – aggiunge – che si diverte come un bambino nelle pause”. E poi tra i suoi ricordi arrivano le Polpette di Ivan Reitman, “che preoccupato per il risultato del film ha detto: casomai lo facciamo vedere ai turchi. Polpette alla fine funzionò al botteghino, ma la sera ero così stanco che mi mettevo un disco e mi addormentavo prima dell’ultimo brano”. Con Wes Anderson, con il quale ha girato ben nove film, il rapporto resta speciale: “In passato mi spiegava i personaggi che avrei interpretato. Ora non più. Ci sediamo a prendere un aperitivo, ci guardiamo e pensiamo: o ne ordiniamo un altro o parliamo del film. L’ultima volta che mi hanno dato un suo copione mi hanno chiesto se volevo incontrare il regista. Ho risposto solo no”. Murray ha ringraziato poi persone importanti come John Belushi, “a cui devo il successo, e nella seconda parte della mia carriera tre registi: Wes, Sophia Coppola e Jim Jarmusch“.

Credits: Festa del Cinema di Roma

La dedica alla Capitale

Arriva, a fine incontro, l’ultima clip video, quella di Lost in Translation, e il saluto divertito di Tilda Swinton (da un campo di minigolf). Alla fine un singolare appello di Murray dedicato alla città di Roma: “Roma è una città bellissima, ma la parte più bella della sua storia l’hanno fatta gli altri, quelli che sono venuti prima. E i romani oggi devono avere cura di questa città, amarla. Io mi sento oggi così, come loro”.