La Lazio come gli Aristogatti. Il successo sull’Udinese, firmato come sempre Immobile, regala ai ragazzi di Inzaghi la sesta vittoria consecutiva che consolida la terza posizione in solitaria. L’ obiettivo quarto posto ora è lontano due lunghezze, sì, ma di vantaggio
Pensi alla Lazio e vedi Immobile, pensi ad Immobile e vedi la Lazio. Ecco un classico esempio di corrispondenza biunivoca. Il bomber campano con il sigillo di ieri ha toccato quota 17 centri in campionato marcando un ulteriore divario nella classifica marcatori.
Ciro come uomo immagine della grandissima qualità offensiva dei biancocelesti. Dietro di lui ecco scatenarsi l’arte contemporanea con Correa, Luis Alberto e Milinkovic-Savic esponenti del nuovo movimento calcistico-pittorico denominato “Neoimpressionismo“, pennellate veloci en plein air.

A un passo dalla lode
Partecipare alla costruzione della manovra senza dimenticarsi di impadronirsi dell’area di rigore avversaria. Il primato nella classifica dei marcatori: l’ emblema di un Immobile tutto fare bravissimo a concretizzare le opere d’arte dei terribili tre.
Reti pesantissime per la Lazio di ieri, oggi e domani. Con la doppietta di ieri Ciro ha raggiunto Tommaso Rocchi a quota 105 reti con l’aquila sul petto con una piccola differenza rispetto all’ex capitano laziale: Immobile ha impiegato quasi la metà del tempo per tagliare il traguardo, per la precisione 151 incontri, a dispetto dei 292 di Rocchi.
Gol, ma non solo. Da leader carismatico il centravanti della nazionale sa bene quanto è importante la salute del gruppo: così, ad undici metri di distanza dal sigillo numero 18, ecco lasciare il pallone nelle mani di Luis Alberto che non sbaglia e torna alla rete dopo tre mesi. Un gesto d’amore rischioso anche considerando le ultime vicissitudini (Correa e Caicedo docent).

Ma si sa, amor vincit omnia.
Il grande, il mago e l’argentino
Avere in casa il secondo miglior attacco del campionato dopo 14 giornate non può essere un caso. I capitolini, perfetti ieri anche nel mantenere la porta inviolata, ogni volta che si impadroniscono del pallone nella metà campo avversaria mettono paura.
Tante le soluzioni di gioco, tanti i colpi da poter sfruttare. Contro l’Udinese, oltre ai soliti, ecco riapparire Milinkovic-Savic. Il serbo, a cui quest’anno è chiesto un lavoro più conservativo, è tornato a sfruttare al meglio la sua prestanza fisica per offrire ad Immobile il cioccolatino dell’uno a zero.
Quando poi, oltre ad assistere ad una partita di calcio, è possibile ammirare uno spettacolo di magia tutto diventa più dolce e delicato. Luis Alberto incanta con sombreri, scambi nello stretto e lanci di trenta metri millimetrici. E nel momento in cui non è lo spagnolo a mandare in porta i compagni sale in cattedra Correa.

Il Tucu, l’arma in più di Inzaghi rispetto della scorsa stagione, tra accelerazioni e serpentine semina il panico nelle difese avversarie. L’unica soluzione per fermarlo? Atterrarlo. Per maggiori informazioni chiedere ai difensori friulani.
Lazio, quarto posto? Meglio il terzo
La Serie A corre via veloce e ogni mezzo passo falso può costare molto caro. Nel campionato più indecifrabile degli ultimi anni, la Lazio, nonostante sei vittorie consecutive, ha solamente due punti di vantaggio sul quarto posto occupato in solitaria (in attesa del Cagliari) dai rivali della Roma.
Non è ammesso lasciare per strada punti. Il messaggio lanciato da Immobile nel post gara, col passare delle ore, si è materializzato sempre più con i giallorossi bravi ad espugnare Verona.
Il prossimo turno potrebbe essere già parzialmente decisivo: la Lazio, a meno 6 dalla Juventus, ospiterà all’Olimpico i Campioni d’Italia, mentre la Roma volerà a Milano per affrontare la neo capolista Inter.

Una Serie A dal sapore di serie tv. Vietato perdere la prossima puntata.
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