Su ogni fronte social siamo sommersi da storie e post dei nostri amici che scrivono e affermano che dal 7 gennaio si inizia la dieta.

Dopo il periodo dell’albero di Natale più bello, la festa di fine anno più glamour e la settimana bianca più chic è arrivato il tormentone della tisanina detox. Leggende metropolitane narrano che bevendo strani intrugli alle erbe il panettone depositato sui nostri fianchi magicamente scomparirà.
I nuovi guru del benessere non sono più esperti e medici nutrizionisti ma le influencer! Sulle storie di IG garantiscono risultati da modella di Victoria’s secrets con il solo potere dell’offerta paghi 3 ricevi 5, più borraccia rigorosamente in omaggio (peccato che non venga riportato l’asterisco in cui si consiglia di aggiungere 500 addominali e altrettanti squat). E così, il nuovo anno inizia tra un buon proposito dell’iscrizione annuale super vantaggiosa in palestra e la frustrazione di non poter andare a provare la nuova pizzeria napoletana aperta in centro.
Dopo anni di storie che si ripetono all’infinito è possibile stabilire le fasi che ognuno si ritrova ad affrontare a gennaio:
- Grande entusiasmo per i buoni propositi stabiliti
- Attuazione del piano (lista della spesa rigorosamente healthy)
- Buona volontà per le prime 72 ore
- Primi vacillamenti nel corso del week end (dove ho nascosto le bottiglie di vino?)
- Nervosismo (perché le persone respirano?)
- Isterismo (il clacson suona più volte di quanto venga premuto il freno)
- Distruzione di massa
- Ritorno a mangiare (la pancia è sexy)

Che sia storia vista e rivista poco importa, il calendario sociale impone una fitta rete di # da rispettare. Volenti o nolenti la parola della settimana sarà #detox.
Una volta raggiunto l’obbiettivo (solo i più forti e costanti eroi della bilancia raggiungeranno la meta) sarà già ora di un nuovo capitolo: San Valentino e i suoi malefici cioccolatini a forma di cuore.
Ironico come alla fine tutti questi sacrifici puntino sempre alle stesse date, cadenzate di anno in anno, e di come alla fine sia la società ad imporci quando essere golosi, quando essere salutisti, quando essere felici… Curioso come nell’era della concessione a essere tutto ciò che vorremmo, ci ritroviamo sempre più spesso ad essere ciò che ci si aspetta che siamo.





