
Taglio dei parlamentari, depositate in Cassazione le firme di 71 senatori. Dopo le defezioni di quattro esponenti di forza italia anche alcuni senatori della lega firmano in soccorso al referendum
Raccolte in Senato le firme necessarie alla consultazione del popolo. Sono 71 le firme raccolte, 64 erano quelle sufficienti per il deposito in Cassazione.
I senatori che hanno ritirato la firma sono tutti vicini a Mara Carfagna che sostiene:
“quello sul taglio dei parlamentari è un referendum salva-poltrone. È un vero e proprio trucchetto, che ha come unico obiettivo quello di costringere gli italiani a eleggere nuovamente mille parlamentari, anziché seicento. Per questo ai colleghi senatori che mi hanno chiesto un parere ho detto: non prestatevi a un giochino di Palazzo che screditerà la politica, squalificherà Forza Italia, resusciterà il populismo”.
Sostanzioso l’appoggio anche da parte di senatori leghisti, non solo gli ex M5S ma anche esponenti del Carroccio. In aula per quattro volte la Lega aveva votato a favore della riduzione dei parlamentari.
“Non hanno resistito alla voglia di tenersi strette le poltrone e a quanto pare è arrivato l’aiutino’ della Lega” critica il movimento 5 stelle.
Salvini difende la scelta della Lega spiegando che il referendum sul taglio dei parlamentari può accelerare la data delle elezioni. “Sì. Abbiamo dato un contributo per avvicinare la data delle elezioni, perchè prima va a casa questo Governo di incapaci e meglio è, non per Salvini ma per l’Italia” sostiene Matteo Salvini.
I radicali in piazza contro il taglio dei parlamentari
I radicali sono scesi in piazza per raccogliere le firme per il referendum sul taglio dei parlamentari. Ne sarebbero servite 500mila, ma la conta si è fermata a 669.
Il deposito in Cassazione da parte dei radicali è comunque avvenuto. “Abbiamo voluto verbalizzare la violenta censura attuata dai media e dal servizio pubblico” ha spiegato il segretario del Partito radicale, Maurizio Turco.
Il Partito radicale è contrario alla riforma “che prevede la cessione di rappresentanza da parte dei cittadini”, ha spiegato Turco. Su un loro manifesto era scritto: “Con la riduzione dei parlamentari questo è il risparmio annuale per ogni cittadino: un caffè”.

Fonte: google.it
Cosa cambierà dopo l’eventuale taglio dei parlamentari
Il disegno di legge costituzionale riduce i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. In questo modo si avrà un deputato ogni 150 mila abitanti e un senatore ogni 300 mila. Servirà dunque una nuova legge elettorale che faccia fronte a questo cambiamento.
Il risparmio economico si stimerebbe intorno ai 100 milioni di euro all’anno per i sostenitori della riforma. Quindi circa 500 milioni di euro per un eventuale intera legislatura.
L’osservatorio CPI di Carlo Cottarelli sostiene che il risparmio sarebbe poco più della metà, ovvero circa 57 milioni l’anno. Il risparmio netto complessivo sarebbe quindi pari a 57 milioni all’anno e a 285 milioni a legislatura. Una cifra significativamente più bassa pari allo 0,007 % della spesa pubblica italiana.
Gli svantaggi invece sarebbero soprattutto relativi alla rappresentatività. L’attuale numero significa un deputato ogni 96 mila abitanti (150 mila in caso di riforma) e un senatore ogni 192 mila (300 mila in caso di riforma).
Infine il taglio dei parlamentari darà ancora più voce in capitolo ai grandi partiti. Infatti l’attuale soglia di sbarramento è fissata al 3 %. In caso di taglio dei parlamentari si avrà una soglia di sbarramento implicita molto più elevata.
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