Georges Perec: lo scrittore che amava giocare con le lettere. 7 marzo: si celebra l’anniversario della nascita di un grande scrittore francese, Georges Perec.  Nato a Parigi il 7 marzo 1936, morto a Ivry-sur-Seine il 4 marzo 1982. Figlio di ebrei polacchi emigrati negli anni Venti, nel 1940 rimane orfano del padre, ucciso all’inizio della Seconda guerra mondiale, e tre anni dopo della madre, deportata in un lager nazista.

Lo stile Perec

L’abbondanza, la nudità, la padronanza delle forme e delle strutture, l’acrobatica leggerezza degli spostamenti di senso sono i tratti più salienti della sua opera, non riconducibile a nessun modello, se non alla stessa idea dell’autore:

“scrivere è tentare meticolosamente di trattenere qualcosa, di far sopravvivere qualcosa”.

Primo piano dello scrittore Georges Perec. Immagine web
Georges Perec
Primo piano dello scrittore Georges Perec. Immagine web

Autore fuori dagli schemi, utilizza infinite declinazioni di  personaggi e temi che prima o poi finiscono per ritornare. Il suo approccio alla scrittura farebbe pensare a un’opera frammentata ed invece così non è. Anzi, le sue varie opere, come i pezzi di un puzzle,  tanto amati e tanto ricorrenti nei suoi testi, possono assumere omogeneità e chiarezza dando vita a un’immagine di fondo cristallina.

Giochi di parole

Membro del gruppo Oulipo (acronimo dal francese Ouvroir de Littérature Potentielle, ovvero “officina di letteratura potenziale”), gruppo (non ristretto) di scrittori e matematici di lingua francese che mira a creare opere usando, tra le altre, le tecniche della scrittura vincolata detta anche a restrizione.

Gruppo letterario dei membri dell'Oulipo. Fonte: Finzioni magazine
Georges Perec
Gruppo letterario dei membri dell’Oulipo. Fonte: Finzioni magazine

Perec utilizza vincoli come strumenti per stimolare le idee e l’ispirazione; tra i più rilevanti la “macchina crea-storie”  da lui usata nella costruzione del romanzo “La vita, istruzioni per l’uso“, dedicato alla memoria di Queneau, in cui descrive metodicamente la vita degli abitanti di una casa parigina seguendo uno schema circolare (lo schema del cavaliere, ripreso dal movimento del cavallo nel gioco degli scacchi).

Il gruppo dell’Oulipo, insieme a Perec,  inventa nuove tecniche, spesso basate su problemi matematici e/o scacchistici, come quello delle permutazioni e il giro del cavallo.

In una celebre intervista del 1969 afferma il suo spasmodico amore per i giochi (soprattutto linguistici come ad esempio l’anagramma)

Nell’arte e la maniera di affrontare il proprio capo e chiedergli un aumento“, edito per la prima volta in Italia nel 2011, Perec ci colpisce con un’ironia devastante, caratteristica d’altronde presente nella maggior parte dei suoi scritti. Ci permette di toccare, al massimo solo sfiorare certi argomenti senza mai afferrarli realmente.

Copertina del libro  " L'arte e la maniera di affrontare il proprio capo per chiedergli un aumento". Fonte: Amazon
Georges Perec
Copertina del libro ” L’arte e la maniera di affrontare il proprio capo per chiedergli un aumento”. Fonte: Amazon

E così dicendo ci ritroviamo a seguire le vicende di un impiegato che ha l’obbiettivo di ottenere un aumento, ma la meta si fa sempre più distante e il cammino diventa sempre più un intricato labirinto. Opera del 1969 è ancora attualissima poiché parla dei problemi legati alla tensione psicologica del fallimento, l’astrusità delle gerarchie e delle regole sociali dell’azienda.

Scrittore, inventore di giochi, amante degli scioglilingua e tante cose ancora, Perec rimane ancora oggi un ottimo esempio di come commistioni in vari ambiti possano portare alla creazione di qualcosa di inusuale e soprattutto nuovo. Solo da un uomo che non ha mai avuto paura di mettersi in gioco e sperimentare l’ignoto possiamo aspettarci tali parole rilasciate quando gli chiesero cosa avrebbe voluto fare da grande:

l’uomo di lettere” ma precisando “ l’uomo di lettere è un uomo che si occupa delle lettere dell’alfabeto”

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