Varcare le soglie lunari, volteggiare sullo spazio, svegliarsi circondati da stelle. Desideri e aspirazioni che rappresentano l’animo di molti avventurieri. Ireallizabile utopia personale e raro traguardo professionale, c’è chi ha trovato una via di mezzo tra le due alternative. L’attore hollywoodiano atraverso la finzione può districarsi nei meandri galattici e non è cosa da poco. Ryan Gosling si appresta al suo secondo viaggio su navicella.
Cos’altro per dopo la conquista della luna?
Dopo aver graniticamente interpretato il marmoreo Neil Armstrong in “Fist Man” di Damiene Chazelle, documento sull’impresa lunare, l’attore canadese non è sazio di stelle. Il prossimo film che lo vedrà protagonista, diretto da Phil Lord e Chris Miller, registi di “The Lego Movie”, sarà anch’esso ambientato nel buio cosmico. Dopo aver letto la bozza del romanzo, è stato proprio l’attore a volere i due registi in capo al progetto. Questi legati contrattualmente alla Universal, per l’occasione sono stati imprestati alla MGM.

Ryan Gosling all’attivo due candidature al premio Oscar come miglior attore protagonista, l’una per “Half Nelson”, l’altra per “La La Land”.
Il film si intitolerà “Project Hail Mary” (“Progetto Ave Maria”) ed è la storia di un astronauta con l’ingente responsabilità di dover salvare il pianeta terra. Il progetto è tratto dal nuovo libro, ancora inedito, di Andy Weir, lo stesso di “The Martian”. Lo stesso autore aveva già avuto rapporti in tema di diritti con i due registi legati alla precedente opera dello scrittore americano “Artemis“. Lord e Miller vicinissimi allo spazio con “Solo”, poi sfumato, adesso riprovano il lungo viaggio, sperando senza intoppi.

Immaginare Ryan Gosling non diretto da Damiene Chazelle sembra ormai di difficile digestione, come di un divorzio di una coppia di fatto. L’attore si troverà in un ambiente consueto diretto da registi per lui inconsueti. Chissà se l’antitesi darà i suoi frutti.
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