Valentino Rossi: oltre i limiti della passione

Valentino Rossi, oltre i limiti della passione
Valentino Rossi, oltre i limiti della passione
Valentino Rossi, oltre i limiti della passione
Valentino Rossi, oltre i limiti della passione – Photo Credit: Motorsport Metropolitan

E’ passata ormai una settimana esatta dal rinnovo di Valentino Rossi con la Yamaha Petronas. La leggenda del motociclismo italiano e mondiale continuerà nel 2021 (e forse anche nel 2022) a gareggiare in MotoGP e sembrava doveroso omaggiare questo straordinario traguardo. Il Dottore ha ormai 41 anni, il prossimo Febbraio diventeranno 42. Una decisione presa ascoltando solamente le proprie sensazioni e le proprie motivazioni, con la consapevolezza di poter essere ancora della partita. E la gara di domenica a Barcellona, tralasciando il mero risultato che ne è conseguito, spiega i tanti motivi per cui continuare è più che giusto.

I giovani hanno scalzato il veterano dalla sua Yamaha ufficiale

Ad inizio 2020 la Yamaha si è trovata davanti un problema non di poco conto. Doveva scegliere se confermare Rossi e lasciare Quartararo in un team satellite dopo una stagione d’esordio davvero stellare e una richiesta esplicita di moto ufficiale, che nel caso non fosse arrivata magari avrebbe portato il francese in Ducati. Oppure mettere da parte dopo moltissimi anni il Dottore, colui che ha fatto rinascere la Yamaha dal nulla a suon di vittorie e titoli mondiali. Per la prima volta la casa di Iwata ha avuto il coraggio di “andare contro” Valentino, preferendogli Quartararo e guardando al futuro. Futuro che per forza di cose non è più di Rossi.

Valentino Rossi rinnova, con Petronas nel 2021
Valentino Rossi rinnova, correrà con il team Yamaha Petronas nella stagione 2021 – Photo credit: motogp.com

Questo lui lo sa e aveva intuito questa decisione tempo prima, forse anche nel corso della stagione 2019. Proprio Valentino ha poi confermato come a gennaio Lin Jarvis lo avesse chiamato per discutere di faccende contrattuali, capendo subito che la sua avventura nel team ufficiale si sarebbe conclusa a fine 2020. E’ anche questa la grandezza di Valentino, comprendere in anticipo le situazioni in cui si trova. Questo perché l’umiltà è stata sempre un punto cardine della sua carriera e i risultati del 2019 non erano degli di un team ufficiale. Ha accettato questo “declassamento” con serenità, anche perché l’amore tra lui e Yamaha è reciproco e resterà tale per sempre. Proprio per questo Jarvis non lo ha liquidato di punto in bianco, dandogli la possibilità di accasarsi in Petronas con un supporto totalmente ufficiale. Un gran gesto da parte di una casa consapevole che se è dove è ora, è per merito soprattutto del 46.

La passione e le motivazioni non possiedono la carta d’identità

Direte voi, chi glielo fa fare a 41 anni di rischiare così tanto? Classica frase di chi non comprende davvero ciò che ha costruito Valentino Rossi nel corso della sua carriera lunga 25 anni. Certo, i risultati sono fondamentali per qualsiasi sportivo. Valentino ha però compreso che non è più possibile dominare le stagioni come accadeva nei suoi anni d’oro. Un po’ perché la MotoGP è estremamente cambiata da quegli anni, un po’ perché ora affronta giovani spensierati e affamati di vittorie. Non stiamo dicendo che Valentino non lo sia più, ma che comunque a 41 anni è normale e lecito non ragionare più come quando se ne aveva 24.

Valentino Rossi GP Catalunya 2020
Valentino Rossi precede Fabio Quartararo nelle prime fasi del GP di Catalunya – Photo Credit: motogp.com

E’ anzi ammirevole e di esempio per qualsiasi persona quello che sta facendo, perché domenica scorsa è caduto nel tentativo di conquistare una vittoria. Un gesto che se visto in relazione al semplice risultato è si disastroso, ma che testimonia una mentalità vincente che non dipende dall’età. Per personaggi del calibro di Rossi, quella mentalità rimane integra fino alla morte. Magari potrà assopirsi quando deciderà di ritirarsi, ma sarà sempre dentro di lui da qualche parte. E di esempi ce ne sono molti, passando da Jordan a LeBron James, da Federer a Totti, fino ad arrivare alla Pellegrini. Tutto ciò per dire che se l’amore e la passione per quello che si fa creano delle motivazioni così grandi, ogni cosa è possibile. Anche vincere una gara di MotoGP a 41 anni, o conquistare un podio o un Mondiale. Valentino è lì perché sa di poterlo fare. E questa è una delle più grandi lezioni che lascerà al mondo sportivo intero.

Momenti difficili e VR46 Riders Academy: la benzina per continuare a sognare

La voglia di continuare di Rossi non è solo racchiusa in passione e in motivazioni intatte. Quelle ovviamente si prendono una bella fetta nella torta dei motivi per cui continuare è giusto. In una carriera che sembra infinita però non possono esistere solo momenti di gioia. Valentino ha attraversato vari momenti difficili, in particolar modo gli anni con Ducati. Per tutt’Italia era il sogno di una vita, ma destinato a non realizzarsi mai e rompersi con solamente tre podi in due anni e il rischio concreto del ritiro se Yamaha non lo avesse ripreso con sé. Quell’esperienza lo ha cambiato, facendogli mutare il suo approccio nei confronti del suo sport, dove ritrovare la felicità di correre divenne anche più importante di tornare a vincere.

Valentino Rossi Ducati 2012
Valentino Rossi conquista il suo terzo e ultimo podio con Ducati nel 2012 durante il GP di Misano – Photo Credit: motogp.com

Una felicità e una giovinezza che ora rimane intatta anche grazie alla VR46 Riders Academy fondata per aiutare i giovani talenti italiani ad emergere, offrendo loro il meglio per gli allenamenti e l’esperienza ineguagliabile di un nove volte Campione del Mondo. Anche questo avrà sicuramente giocato un ruolo fondamentale nella sua scelta, perché allenarsi con questi ragazzi lo tiene al passo col tempo. Vedere i propri investimenti sportivi raggiungere certi traguardi lo gratifica di tutto il lavoro fatto. Dopotutto quasi tutti i suoi allievi sono diventati vincitori di Gran Premi e due di loro hanno vinto anche un Campionato del Mondo.

Dalla fine del 2015 tanti bocconi amari, ma senza mai arrendersi

Il 2015 poteva essere il coronamento di una carriera che rimane e rimarrà leggendaria comunque essa vada a finire. Purtroppo la storia ci racconta un epilogo diverso. In più il 2016 ha aperto il ciclo negativo della Yamaha, il quale sembra avviarsi alla conclusione solo ora. Nonostante tutto Valentino si è fatto sempre trovare pronto, lottando sempre al massimo e molte volte risultando il migliore della propria marca al traguardo. Certamente l’anno più buio è stato il 2019, vissuto sempre nell’ombra e con risultati non degni di Valentino Rossi. Questo lo ha portato a riflettere molto su di se e sulle persone che gli stavano attorno, chiedendosi se non era veramente arrivata l’ora di finirla. C’era un’ultima possibilità, concretizzata con il cambio del capotecnico Galbusera in favore di David Munoz.

Valentino Rossi e David Munoz
Valentino a colloquio con il suo nuovo capo meccanico David Munoz, prelevato dallo Sky Racing Team. Egli lo seguirà anche in Petronas – Photo Credit: motogp.com

Mettersi nuovamente in discussione a 41 anni non è da tutti, ma bisognava fare questa mossa per avere la prova che si poteva ancora lottare per qualcosa di buono. O per dire definitivamente basta a fine 2020. Per l’ennesima volta il Dottore ha avuto ragione. Poche volte ha sbagliato questo tipo di decisioni nel corso della carriera. Analizzare e capire nel dettaglio ciò che serve per fare la differenza è sicuramente nel bagaglio di esperienza di Rossi, tornato a buonissimi livelli in un Mondiale pieno di giovani lupi. E se anche ottenere un podio può sembrare impossibile, Valentino è sicuro di poterlo fare. Dimostrandolo perfettamente a Jerez con il suo 199° in MotoGP e sfiorando il 200° proprio una settimana fa.

Mondiale 2020 quasi impossibile, ma Valentino Rossi non mollerà

Fino a due gare fa il titolo sembrava alla portata di Rossi, ma le due recenti cadute lo hanno fatto sprofondare a -50 dal leader Quartararo. Una mission impossible visto che mancano appena sei gare alla fine della stagione. Ma il Valentino Rossi visto nel weekend di Barcellona ha dimostrato ancora una volta che lui può farcela e che lotterà fino a che la matematica non gli impedirà di pensare al decimo titolo. E lo farà anche con Petronas. Perché tutti corrono per vincere il Mondiale. Con questo spirito il management di Yamaha Petronas può dormire sonni tranquilli.

L’entusiasmo è ancora ben vivo nel Dottore e sa di aver preso la decisione corretta. Molte volte coloro che si credono esperti di questo sport o che ne parlano senza conoscere le dinamiche lo hanno etichettato come finito, ma lui ha sempre dimostrato come la gallina vecchia possa fare ancor un buonissimo brodo. Direi che basta questo come motivo per rispondere alla domanda: “Ma è giusto che Valentino continui ancora?” e rispondere senza esitazione: “Sì, Valentino è giusto che continui ancora. Senza se e senza ma”.

Video Scenario 7: Valentino Rossi, oltre i limiti della passione

Se hai perso il video del nostro podcast Scenario 7 dedicato ad una svolta importante della carriera di Valentino Rossi, puoi recuperarlo anche su Spotify e YouTube.

Scenario7: Valentino Rossi, oltre i limiti della passione

? In questo episodio di #Scenario7 a cura di Riccardo Zoppi, parleremo di Valentino Rossi VR46 Official e del suo futuro in MotoGP? L'approdo in Petronas potrà vederlo tra i favoriti della stagione 2021?Domani l'episodio sarà disponibile anche su #YouTube e su #Spotify

Gepostet von Motorsport Metropolitan am Donnerstag, 1. Oktober 2020

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