Home Cultura Harlold Pinter, dalla “commedia della minaccia” alla svolta politica

Harlold Pinter, dalla “commedia della minaccia” alla svolta politica

Harold Pinter - photo credits: web
Harold Pinter – photo credits: web

Nasce a Londra il 10 ottobre 1930 Harold Pinter, drammaturgo tra i più rappresentativi del teatro dell’assurdo. L’influenza di Samuel Beckett

Harold Pinter e lo stile pinteresque

Pinteresque, così è stato definito il suo stile drammaturgico. Quello del teatro della minaccia. Dove la storia parte da una situazione apparentemente innocua per poi  sfociare nell’inverosimile per via dei suoi personaggi. Individui paurosi, isolati dal mondo in uno spazio ristretto, infelici ma al sicuro. Fintantoché non arriva qualcosa o qualcuno, a scuotere il loro pertugio e a rappresentare una minaccia.

L’influenza di Samuel Beckett e del teatro dell’assurdo

A questo punto la paura che prende il sopravento li spinge a compiere azioni assolutamente insensate e a dare una tinta fosca a tutta la vicenda anche se Pinter mantiene sempre l’atmosfera grottesca. E’ figlio del suo tempo, Pinter, quindi influenzato dal teatro dell’assurdo di Samuel Beckett, col quale fa presto amicizia dopo l’esordio. Un teatro che rompe drasticamente con la struttura drammaturgica tradizionale, con dialoghi e azioni ripetitivi e banali.

La trama ridotta al minimo essenziale e il finale inconcludente. I personaggi, infatti, non vengono a capo della situazione e continuano a fare e dire le stesse cose. Fino alla chiusura dello spettacolo, lasciando un senso di insoddisfazione e di noia nello spettatore.

Le prime opere teatrali di Harold Pinter

Sullo sfondo, il concetto di assurdità dell’esistenza umana, in un universo dove non c’è un Dio né un principio né una fine e in cui l’uomo è collocato per puro caso e senza uno scopo. Pinter, che appartiene alla generazione degli Angry Young Men, i novellisti inglesi degli anni ’50, ne è uno dei più rappresentativi autori. Dopo l’opera con cui debutta all’Università di Bristol nel 1957, intitolata The Room, tipico esempio di pinteresque, seguono The Birthday Party del 1958, considerata un fiasco totale, malgrado la recensione positiva del critico teatrale Harold Hobson.

Harold Pinter - photo credits: web
Harold Pinter – photo credits: web

Harold Pinter, dal teatro al cinema

E ancora: The Caretaker del 1960 e The Homecoming del 1964 che al contrario lo consacrano come uno degli autori britannici più interessanti del periodo. Negli anni Sessanta si dedica anche al cinema sceneggiando i suoi lavori. Caretaker per la regia di Clive Donner nel 1963, Il servo e L’incidente di Joseph Losey nel 1967 e il suo film forse più conosciuto, interpretato da Meryl Streep, La donna del tenente francese, di Karel Reisz nel 1981. Nell’82 gli viene conferito il premio Flaiano per la sceneggiatura, mentre anni più tardi lavora con il regista Kenneth Branagh in Sleuth – Gli insospettabili.

The Caretaker, la critica alle istituzioni e al trattamento dei malati di mente

In teatro, invece, entra a far parte del Royal National Theatre come regista associato, mentre come autore si dedica alla produzione di testi brevi a tema politico. Già in The Caretaker, Pinter critica le istituzioni dedicate alla cura dei malati mentali e l’utilizzo dell’elettroshock, oltre a considerare inumana la condizione di isolamento in cui vengono confinate le persone che soffrono di disturbi mentali.

Arthur Miller -   photo credits:  Ron Galella/WireImage
Arthur Miller – photo credits: Ron Galella/WireImage

L’impegno politico contro le violazioni dei diritti umani e le guerre

L’impegno politico diventa sempre più costante a partire dalla metà degli anni ’80 quando, insieme al commediografo e drammaturgo statunitense Arthur Miller, in Turchia, vede da vicino le angherie e le oppressioni del governo verso i dissidenti politici. Nel corso di una serata in onore di Miller all’ambasciata, denuncia le violazioni dei diritti umani, soprattutto verso la comunità curda, e le torture con le scosse elettriche che vengono inflitte nelle carceri. A quel punto viene cacciato e Miller, per solidarietà, lo segue. Tre anni più tardi, dedicato ai curdi, pubblica la commedia Mountain Language. Si oppone apertamente alle dittature sudamericane, all’invasione russa dell’Afghanistan del 1979 e alla guerra in Iraq del 1991.

Il Nobel per la letteratura e la Legion d’onore

Nel 2005 vince il Nobel per la letteratura che gli assegna l’Accademia di Svezia con la motivazione che “nelle sue commedie scopre il baratro che sta sotto le chiacchiere di tutti i giorni e spinge ad entrare nelle stanze chiuse dell’oppressione”. L’anno successivo, nel 2006, ottiene il Premio Europa per il Teatro e infine, nel 2007, il primo ministro francese Dominique de Villpin gli conferisce la Legione d’onore. Muore nel 2008, alla vigilia di Natale, nella sua città natale, Londra.

Anna Cavallo