Nel sud della Francia, vicino al confine con la Spagna, da circa una settimana sono in corso degli estesi incendi boschivi, che i vigili del fuoco faticano a contenere. Al momento, sedici persone sono rimaste ferite nei roghi, e oltre diecimila sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni, mentre le fiamme, che hanno già bruciato cinquemila ettari di terreno, hanno raggiunto i Pirenei. Il caldo estremo dell’ultimo mese, unito al vento e alla siccità prolungata, ha reso diverse zone del Paese particolarmente a rischio; tra le località maggiormente colpite c’è Trevillach, un piccolo comune vicino a Perpignan.
Incendi in Francia: interviene l’Unione Europea
«Questa mattina le condizioni stanno nuovamente peggiorando», ha dichiarato lunedì il ministro dell’Interno francese Laurent Nuñez, aggiungendo che, con incendi attualmente in corso in cinque dipartimenti, dall’inizio della stagione in Francia è andata in fumo una superficie doppia rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. L’Unione Europea è intervenuta per aiutare la popolazione francese, annunciando l’invio di quattro aerei antincendio provenienti da Cipro e dalla Svezia, oltre a più di cento vigili del fuoco. «L’Europa è al fianco della Francia», ha scritto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Il gruppo di scienziati World Weather Attribution ha affermato che le temperature estreme registrate a giugno sarebbero state «praticamente impossibili» senza la crisi climatica. Si prevede che saliranno nuovamente questa settimana, raggiungendo localmente i 40°C. «Il cambiamento climatico è una realtà, ne stiamo vivendo le conseguenze e siamo solo all’inizio di luglio», ha spiegato Eric Belgioino, capo dei vigili del fuoco dei Pirenei Orientali. «Sarà una stagione lunga per gli uomini impegnati a combattere gli incendi. Dovete aiutarci».
L’Europa brucia dopo il caldo record delle ultime settimane
Nel frattempo, anche il versante spagnolo appare in difficoltà. Le fiamme hanno provocato enormi danni, bruciando circa duemila ettari di terreno; il 97% dei territori interessati fanno parte dell’area naturale protetta di Les Gavarres. Sabato sera, le autorità della Catalogna hanno dichiarato che riusciranno a spegnerlo completamente solo nel corso della settimana. Nel frattempo, la polizia ha arrestato un dipendente di un’azienda che lavora per il governo regionale catalano, accusato di aver dato il via all’incendio usando una smerigliatrice lungo il bordo di una strada.
In questi ultimi giorni, diverse altre zone del sud dell’Europa stanno combattendo con grandi roghi: nel nord del Portogallo, nella zona di Vouzela, il fuoco ha già distrutto circa tredicimila ettari di vegetazione; per arginarlo, è stato necessario l’intervento di milleduecento vigili del fuoco. Lunedì, le autorità locali hanno dichiarato che, ad oggi, circa l’80% del rogo sarebbe sotto controllo, dopo aver provocato almeno nove feriti. Anche in Grecia i vigili del fuoco sono al lavoro su numerosi incendi (circa sessantam secondo le forze dell’ordine). Vicino a Salonicco gli abitanti di tre sobborghi hanno dovuto abbandonare d’urgenza le loro case; domenica, invece, le fiamme sono divampate nella zona di Mandra, a ovest di Atene, e per spegnerlo sono stati impiegati più di duecento vigili del fuoco e ventinove aerei.
Federica Checchia




