

In questo speciale “Halloween/Halloweek” parliamo di fiabe/romanzi che hanno riscritto la storia, da favole della buonanotte a trasposizione dark sul grande schermo. A partire dagli anni ’30 le pagine dei libri di favole sono mutate in immagini grazie alla fantasia e creatività di Walt Disney, un imprenditore americano con un grande talento per la narrazione, che è diventato il padre dei film d’animazione che ancora oggi amiamo.
Infatti il creatore del celebre Topolino ha preso spunto molte volte dagli autori del ‘600 e ‘800, come Christian Andersen, Charles Perrault e in particolare i Fratelli Grimm, i quali si basavano su una visione più realistica del mondo, all’interno di scenari che un bambino non avrebbe del tutto compreso o riguardato volentieri, ricca di visioni cruente ed oscure che impressionano anche un pubblico più adulto, come ha dimostrato recentemente Matteo Garrone con il film “Il Racconto dei Racconti“. Disney dunque ha preso spesso spunto dalla fantasia dei fratelli Grimm, rendendo però quelle storie rappresentative, azzeccate, per un mondo di fate e principesse in cui tutto è perfetto per un’immancabile lieto fine.
Top 8 migliori film horror da favola per Halloween:
1. Il Labirinto del Fauno (2006)

Nella top 8 per il nostro speciale Halloween non potevamo non mettere “Il Labirinto del Fauno” di Guillermo Del Toro, opera non catalogabile in un solo genere, prima di arrivare al grande successo con “La forma dell’Acqua“, presenta al Festiva di Cannes 2006 la sua pellicola, successivamente vincitrice di 3 premi Oscar tra cui fotografia, scenografia e trucco; deliziandoci con una fiaba dal gusto gotico e al tempo stesso fantasy. La storia prende forma a partire dall’immaginario personale di Guillermo Del Toro, regista di diversi dark-fantasy con protagonisti figure suggestive e inquietanti: da “La spina del diavolo” (2001) a “Pacific Rim” (2013) fino a “La forma dell’acqua” che nel 2017 ha ricevuto il Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia e quattro premi Oscar.
“Il potere dell’innocenza supera ogni male”, questo, il sottotitolo quanto mai adeguato de “Il labirinto del fauno“, suggestivo dramma che trova nell’equilibrio bidimensionale di reale e fantasy, dal tocco gotico, il suo miglior punto di forza. Traendo ispirazione dai “Dipinti Neri” di Goya e, soprattutto, dalle opere dell’illustratore inglese Arthur Rackham, il regista mette in scena uno spaventoso e favolistico mondo dove il buio e il mistero, l’orrore e il surrealismo si contrappongono all’apparente razionalità dell’universo reale, governato da terribili mostri. Un film stratificato, visionario, commovente e straziante nonché il capolavoro fantasy del regista.
Trama
Il film inizia con una voce fuori campo (Pablo Adàn) che narra di un lontano regno sotterraneo dove non sono presenti né bugie né dolore: la giovane principessa del regno, curiosa di conoscere il mondo in superficie, decide di scappare. La luce del mondo esterno però la abbaglia e le fa perdere la memoria. La principessa finisce per soccombere alla crudezza del nuovo mondo, a cui non riesce ad adattarsi. Il racconto si conclude col Re, che resta in attesa che la figlia ritorni, magari in un altro tempo, in un altro luogo.
La scena si sposta dunque sulla piccola Ofelia (Ivana Baquero), una bambina di 10 anni amante delle fiabe che viaggia con la madre Carmen (Ariadna Gil) verso il villaggio di Navarra. Lì la attende Vidal (Sergi López), un capitano dell’esercito di Francisco Franco. Carmen è incinta del bambino di Vidal, con cui si è incontrata dopo la morte del marito (un sarto venuto a mancare durante la guerra). La gravidanza è molto invalidante e la rende insolitamente debole: Vidal è molto preoccupato e assume un medico, il dottor Ferreiro, (Alex Angulo) che possa assicurarsi che la nascita del bambino avvenga senza incidenti. Mentre Ofelia esplora il quartier generale dei soldati di Franco, trova un labirinto nei boschi vicini così la cameriera di Vidal, Mercedes (Maribel Verdú), le spiega che il labirinto è antico intimandole di non entrarvi, perché potrebbe perdersi.
2. I Fratelli Grimm e l’incantevole Strega (2005)

Buon Halloween! – L’estroso Terry Gilliam, genio beffardo e politicamente scorretto, capace di capolavori assoluti (Brazil, L’esercito delle 12 scimmie), s’imbatte di fronte ad una nuova impresa: quella di mettere in scena non una semplice favola, ma le favole e i suoi inventori più celebri e inquietanti, i fratelli Grimm, riecheggiando l’anima nera e cupa che rende il film quasi una sorta di pamphlet anti-illuminista e antinapoleonico.
Heath Ledger, Matt Damon e la strega dall’aspetto di Monica Bellucci in un tris da “favola” per un’avventura ambientata nei boschi di Praga, i fratelli Grimm, celebri autori di fiabe, si guadagnano da vivere facendo finta di cacciare mostri e spettri per spillare denaro ai contadini superstiziosi, infatti le autorità francesi scopriranno che le loro formule di magico non hanno proprio nulla. Per sfuggire all’arresto, Will e Jack si rifugiano in una foresta incantata, dove incontrano una strega che metterà veramente alla prova il loro coraggio.
Fortuna che, come in ogni favola che si rispetti, il finale non può che essere lieto e l’ordine ristabilito. Un film adatto di più agli adulti che ambiscono a rivivere emozioni e paure provate nell’età dell’innocenza da racconti neri ben più forti di questo. i fratelli Grimm senza dubbio sono l’alter ego di Gilliam e il bosco incantato del mondo del cinema.
3. Gretel e Hansel (2020)

Cosa voleva dire Jacob Grimm quando affermava che le fiabe seguono le leggi della natura? E come è possibile dirlo di storie in cui le case si tramutano in castelli, bambine e nonne rimangono vive dentro la pancia di un lupo mentre i morti risuscitano in quantità? Certo non può essere in questo il rispetto delle leggi della natura; la frase, però, ha un senso più profondo: molto spesso chi vive secondo natura, magari ingenuamente, ma più a contatto con gli elementi, è più facilmente destinatario del miracolo, riceve cioè la ricompensa soprannaturale come una conseguenza ovvia e meritata della sua vita. La solidarietà con la natura che la circonda viene prima addirittura della paura e del bisogno. Un finale che conferma l’idea iniziale: la vera crescita umana è andare al di là dell’io e non solo perché ti accade davanti un fatto imprevedibile ma perché questi doni del destino possono mettere in moto una nuova consapevolezza di te stesso e del mondo. L’immaginazione, il saper riconoscere l’incommensurabilità delle cose ha allargato il cuore e la mente e: il personaggio è in grado, di fare autonomamente quello che sembrava impossibile.
Nel caso di “Gretel e Hansel” di Oz Perkins, l’interpretazione tutta al femminile del regista americano della classica fiaba dei fratelli Grimm ha reso questo “filmetto” horror a basso budget una pellicola interessante e originale che ci strega in 87 minuti.
Perchè questa rilettura della fiaba dei Grimm (da notale l’errore “Grim” sulla locandina) è tutta incentrata sul femminile? Ma non solo, perchè mette in netto primo piano Gretel rispetto ad Hansel? Il perché sta tutto nel fatto che “Gretel e Hansel” è una metafora del potere dell’esser donna, della forza che viene dall’indipendenza dall’uomo e dalla scoperta da parte di Gretel della sua vera essenza. Non a caso la strega del film è contro l’esser madri infatti scopriremo che lei stessa lo fu e in maniera tragica le venne strappato quello che più amava, motivo per cui cercherà di togliere a Gretel la presenza ingombrante del fratellino. Il film si apre in un vecchio bosco con una scena che pare quasi inutile ma che invece ci farà capire il taglio che Perkins ha deciso per questa rilettura sicuramente non come l’incipit di una fiaba.
4. Il Racconto dei Racconti – Tale of Tales (2015)

“Il racconto dei racconti – Tale of Tales” di Matteo Garrone, a Cannes si gioca le chances per i premi finali nel 2015 in quanto il regista si serve di raffinate allegorie per tratteggiare, con humour nero e pathos, le variegate sfaccettature dei personaggi; le debolezze dell’animo umano vengono rappresentate dal regista con un ardire quasi crudele quasi senza pietà per i figuranti privi di moralità, tanto da apparire ridicoli e grotteschi nella loro grandiosa piccolezza. L’opera letteraria da cui ha tratto il suo ultimo film è una raccolta di fiabe di Giambattista Basile, Lo cunto de li cunti ovvero lo trattenemiento de peccerille: l’intrattenimento dei bambini. Già Basile, dunque, esortava la gente a liberare il proprio fanciullo interiore poiché è solo con quegli occhi che gli adulti del tempo potevano apprezzare le sue storie.
C’era una volta un regno…
Le storie di re e regine, principi e principesse, draghi, cortigiani, streghe e saltimbanchi nati dalla fantasia dell’autore napoletano e ora portate sullo schermo da Garrone, selezionando tre racconti, La regina, La pulce e Le due vecchie, chiamando a raccolta un cast stellare composto da Salma Hayek, John C. Reilly, Vincent Cassel, Toby Jones, Alba Rohrwacher, Massimo Ceccherini e Renato Scarpa. Tre storie fantastiche si intrecciano in questa trasposizione cinematografica narrando gli eventi dei reali di Selvascura, Roccaforte ed Altomonte.
Tutto comincia con “C’era una volta un regno” o meglio tre regni vicini e senza tempo, dove vivevano, nei loro castelli, re e regine, principi e principesse. Un re libertino e dissoluto. Una principessa data in sposa ad un orribile orco. Una regina ossessionata dal desiderio di un figlio. Accanto a loro maghi, streghe e terribili mostri, saltimbanchi, cortigiani e vecchie lavandaie sono gli eroi di questa libera interpretazione di tre delle celebri fiabe tratte da Il Racconto dei Racconti di Giambattista Basile.
Se ne “La storia infinita” di Wolfgang Petersen quando il giovane Atreyu vede morire il suo cavallo Artax nelle paludi della tristezza, la scena non è toccante solo perché sappiamo della loro amicizia ma perché la vediamo attraverso la disperazione di chi non può far nulla per salvare un proprio amico; ne “Il Racconto dei Racconti” invece la trama perde parte della sua forza emotiva quando si sforza di riportare la magia, lo straordinario e il mostruoso nella vita popolare fisica e sanguigna di uomini e donne in carne ed ossa, ricchi o straccioni che siano. Il compito del fantastico finisce qui, lasciando che sia lo spettatore a vederci quello che vuole, lasciando spazio allo stesso tempo alla meraviglia e allo stupore.
5. Dracula di Bram Stoker (1992)

Per uno speciale Halloween/Halloweek – Il capolavoro “Dracula di Bram Stoker” di Francis Ford Coppola è considerato il grande adattamento cinematografico per eccellenza del romanzo gotico di Bram Stoker da cui prende il titolo, e il personaggio del Conte Dracula (Gary Oldman),al pari di Frankenstein dell’autrice britannica Mary Shelley, è entrato a far parte dell’immaginario popolare, considerato un fenomeno di costume destinato a perdurare nel tempo, con un successo immediato fin dalla sua pubblicazione a Londra nel 1897 e lo è tuttora. Film, adattamenti teatrali e fumetti hanno fatto conoscere la trama di Dracula di Stoker a tutto il mondo, rendendo il conte-vampiro un mito indiscusso per molte generazioni. Il romanzo è in forma epistolare, formula molto in voga nel Settecento ma attraverso diari, lettere e telegrammi Stoker riesce a dare al racconto una sfaccettatura moderna e a creare un personaggio ormai considerato mitico. Dracula è anche un sovversivo perché ribalta l’ordine del cosmo facendo della morte una non-morte.
Halloween con Keanu Reeves alias Dracula
Il cast del film è stellare e comprende Keanu Reeves, Winona Ryder, Sadie Frost e Anthony Hopkins. Il giovane avvocato inglese Jonathan Harker (Keanu Reeves), viene mandato in Transilvania per concludere degli affari immobiliari per il conte Dracula, il quale, colpito da una maledizione che lo costringe a nutrirsi del sangue degli esseri viventi in cambio della vita eterna, è determinato a riunirsi con la propria amata e per raggiungere i propri scopi si reca a Londra. Una pellicola ricca di osservanza dei valori sociali quali le buone maniere e l’adeguamento alla volontà collettiva, tramite la quale “Dracula di Bram Stoker” è capace di nascondere il lato violento e passionale del carattere di un “vampiro“.
6. Il mistero di Sleepy Hollow (1999)

Per un Halloween da brivido – Libero adattamento di un classico della narrativa americana («La leggenda di Sleepy Hollow» di Washington Irving) entrato nell’immaginario di massa grazie al mediometraggio d’animazione Disney del 1949 “La leggenda della valle addormentata”, l’ottavo film di Tim Burton è un horror d’atmosfera che ancora una volta coniuga nel suo stile unico, commedia e romanticismo fusi al senso del macabro. ll lavoro sulle scenografie di Rick Heinrichs e Peter Young, responsabili non solo dei meravigliosi interni ma anche e soprattutto dei falsi esterni (come le minacciose foreste) interamente ricostruiti in studio, è stato meritatamente premiato con l’Oscar.
19 novembre 1999: a dieci anni dallo strepitoso successo di Batman e dopo due capolavori ignorati dal pubblico come “Ed Wood” e “Mars Attacks!“, la carriera di Tim Burton è a un punto di svolta. Con “Il mistero di Sleepy Hollow” si condensa l’amore dichiarato dal regista per il racconto gotico, la classicità disneyana e i grandi registi di genere. La pellicola è ambientata in una New York del 1799, il coscienzioso e scrupoloso poliziotto Ichabod Crane, sostenitore della scienza e denigratore dell’occulto, viene spedito nel villaggio Sleepy Hollow, da cui prende nome il titolo, per indagare su una catena di omicidi per decapitazione, attribuiti, secondo alcuni testimoni ad un misterioso cavaliere senza testa. Così aiutato da Katrina Van Tassel, la figlia dell’uomo più ricco del paese, Ichabod, intuirà che la soluzione dell’enigma è nella famiglia di Katrina, di cui s’innamorerà malgrado i sospetti sulla sua colpevolezza.
7. La Bella Addormentata – The Curse of Sleeping Beauty (2016)

Per un Halloween da favola! – Nella versione Disney la principessa Aurora e il Principe Filippo si incontrano e si innamorano nella foresta, e quest’ultimo la salva poi da un sonno incantato. La Bella Addormentata che tutti conosciamo si basa infatti sulla fiaba dei fratelli Grimm intitolata Rosaspina, che a sua volta prende spunto dalla storia pubblicata nel 1634 da Giambattista Basile chiamata Sole, Luna e Talia. “The Curse of Sleeping Beauty” è diretto da Pearry Reginald Teo proponendosi come un adattamento moderno e dai tratti decisamente più oscuri e mistici della celebre favola.
Nel film Thomas Kaiser (Ethan Peck) eredita un’antica proprietà di famiglia su cui sin dai tempi dei Crociati vi è una maledizione. Costretto al nuovo ruolo di “guardiano”, deve mantenere lontani i demoni e svelare i misteri della casa mentre lotta per risvegliare la bella addormentata Briar Rose (India Eisley), tenuta prigioniera in un terrificante inferno che egli ha visto nei suoi sogni; addormentata su un letto in mezzo a una radura, Thomas si accinge a svegliare con un bacio, ma il sogno si interrompe sempre prima che il ragazzo possa poggiare le sue labbra su quelle della giovane
8. Biancaneve nella foresta nera (1997)

Halloween – “Biancaneve nella Foresta Nera” è un film del 1997 di genere Horror/Fantastico, diretto da Michael Cohn, liberamente tratto dalla fiaba Biancaneve dei F.Grimm, nel cast vediamo Sigourney Weaver, Sam Neill, Monica Keena, Taryn Davis e Gil Bellows, dal titolo originale Snow White: A Tale of Terror. Il film è stato girato tra i paesaggi della Boemia e Praga per suggerire quelle atmosfere da romanticismo tedesco tipiche della raccolta di fiabe Kinder und Hausmärchen dei fratelli Grimm, tra castelli, sculture cimiteriali, foreste stregate, chiese abbandonate, richiami religiosi e contenuti psicoanalitici.
In “Biancaneve nella Foresta Nera” siamo ai margini di un bosco primordiale dove un branco di lupi assale una carrozza, facendola capovolgere: i cavalli vengono divorati dai lupi e una donna incinta resta infilzata da un pezzo staccatosi dalla carrozza. Morendo, la donna supplica il marito Frederick di estrarre il bambino dal suo grembo. Chiedendo perdono a Dio l’uomo ubbidisce alla moglie, nasce così Lilli. Passa il tempo e Frederick si risposa con la bella e vanitosa Claudia. Rimasta orfana di madre, Lilly Hoffman, solitaria ma bellissima, è odiata dalla seconda moglie del padre: la perfida Lady Claudia.
Buon Halloween..Halloween..Halloween..Halloween!
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Giuliana Aglio





















