Antonio Gozzini, il 70enne che un anno fa in città uccise la moglie Cristina Maioli, insegnante di scuola superiore che era stata poi vegliata per ore dal marito è stato assolto perché incapace di intendere e volere a causa di un totale vizio di mente per “un delirio di gelosia” e  Si è chiuso così il processo davanti alla Corte d’Assise di Brescia. La difesa di Gozzini, che non era presente in aula, aveva chiesto l’assoluzione ritenendolo incapace di intendere e volere al momento dell’omicidio, come riconosciuto dalla Corte, mentre il pm Claudia Passalacqua aveva chiesto l’ergastolo.

Il pubblico ministero Claudia Passalacqua, che ricorrerà in appello, nonostante le conclusioni degli esperti incaricati di indagare la personalità dell’imputato fino a ritenerlo incapace di intender e evolere, a carico di Gozzini aveva chiesto l’ergastolo. Convinta che all’origine del delitto ci sia stato il suo «fermo rifiuto al ricovero in ospedale così come voleva la moglie» e che quando ha ucciso, «per vendetta» l’ottantenne fosse lucido. Nell’interrogatorio le disse «dottoressa, sono depresso». Sì, lo è. Ma per gli psichiatri questo non avrebbe giocato un ruolo cruciale. Il vero, presunto, movente, l’avrebbe sviscerato proprio Gozzini, durante un colloquio in carcere con i consulenti: inizialmente reticente «per non mettere in cattiva luce la moglie», hanno riferito gli esperti, ne ha poi sviscerato quei comportamenti per lui «diventati insopportabili», raccontando che lei prendeva il caffè, chiacchierava e usciva a mangiare la pizza con i colleghi. Per gli psichiatri stava delirando. «Non doveva farmi questo, io l’amavo. Ho cambiato la mia vita per lei», avrebbe detto Gozzini. Aggiungendo: «Non avevo alternative».

Ma il delirio di gelosia esiste in psichiatria? «Esiste, ed è una sindrome psicopatologica molto frequente che si inserisce spesso in altri disturbi come la bipolarità e si manifesta sovente in persone in età avanzata — spiega lo psichiatra Alessandro Santarone, responsabile del servizio psichiatria dell’Arp, l’associazione per la ricerca in psicologia clinica — in cui talvolta il deterioramento cognitivo crea un terreno fertile. Deriva dall’incapacità o dalla perdita di capacità di empatizzare, di avere contatto coi sentimenti altrui. È una patologia».