Quando ascoltiamo un brano che ha segnato la nostra infanzia o adolescenza, subito cambiamo umore. Veniamo trasportati dai ricordi – belli o brutti che siano – e l’atmosfera cambia all’improvviso. Facciamo un salto indietro nel tempo a quando eravamo bambini e ascoltavamo le canzoni in macchina, cantandole a squarciagola con i nostri genitori, oppure a quando eravamo nel pieno dell’adolescenza, e ballavamo quelle canzoni con i nostri amici o con il nostro primo fidanzatino.

Questa sensazione si chiama effetto nostalgia, ed è un fenomeno psicologico che nasce dall’interazione tra memoria autobiografica ed emozione. Il cervello associa quello che si ascolta al contesto in cui quel brano è stato sentito per la prima volta o in modo più intenso. E poiché queste associazioni con il passare del tempo non scompaiono, ma restano attive, possono riemergere con prepotenza quando la canzone viene riascoltata. Infatti, durante l’ascolto di un determinato brano, non si attiva solo il ricordo della melodia, ma anche un miscuglio di immagini e stati d’animo legati a quello specifico periodo.

Che cos’è la nostalgia musicale

Il sistema limbico. Photocredits EurekAccademy

La nostra memoria fissa con più intensità quegli eventi che sono accompagnati da una forte componente emotiva. In questo, la musica gioca un forte ruolo, poiché coinvolge più aree celebrali, ovvero quella dell’ascolto, dell’emozione e della memoria. Se, quindi, durante un periodo molto importante della nostra vita ascoltiamo un determinato brano, lo fissiamo nella nostra memoria assieme alle esperienze che stiamo vivendo in quel momento. In seguito, il cervello preserva nel tempo questo legame, che può essere riattivato in qualsiasi istante. Ecco perché alcune canzoni che hanno segnato il nostro vissuto funzionano come dei veri e propri marcatori temporali. Questi specifici brani, infatti, non indicano solo il nostro gusto musicale, ma anche un frammento preciso della nostra esperienza.

Sono stati pubblicati alcuni studi su riviste scientifiche, tra cui Neuroscience & Biodiversal Rewiews, che dimostrano come queste canzoni stimolano il nostro sistema limbico. Questa area del nostro cervello gestisce, infatti, le emozioni e i ricordi autobiografici. Quando questa area cerebrale si attiva, il nostro cervello reagisce abbassando i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. Così ci regala una sensazione di tranquillità e sicurezza.

Come si attiva questo processo

Quando ascoltiamo un brano dopo tanti anni, veniamo travolti dalla nostalgia, il cui effetto è immediato. Subito veniamo coinvolti emotivamente dall’ascolto della canzone e trasportati nel passato. Non è un ricordo lineare quello che viviamo, ma una ricostruzione sensoriale completa. La nostalgia musicale, dunque, è un processo naturale della memoria umana, grazie al quale riattiviamo parti del nostro vissuto e dimentichiamo il passare degli anni. Questo perché la musica è come un archivio emotivo, da cui possiamo attingere ogni volta che ascoltiamo un brano che ha segnato un momento particolare della nostra vita.

Elettra Cortimiglia