Dopo due anni di restauro, la Vittoria Alata torna nella sua casa a Brescia. Il capolavoro di bronzo risalente all’epoca romana era stato ritrovato nel 1826 durante uno scavo archeologico. Sarà nuovamente visitabile dal 16 gennaio 2021, al Capitolium di Brescia (via Musei 55), da martedì a domenica, con orario 10-18, sempre dpcm permettendo. Mentre il grande evento di rivelazione del capolavoro restaurato invece avrà luogo il 20 dicembre alle ore 20:30 su Teletutto, nonché in streaming sul Giornale di Brescia.
Sempre dpcm permettendo, è stata organizzata una serie di eventi espositivi sia al Capitolium, sia al Museo di Santa Giulia. Questa serie di eventi infatti, coprirà un lasso di tempo che va dal ritorno dell’opera fino a tutta la primavera 2022. In occasione del restauro, è stato inoltre rivisto l’allestimento della sala in cui è collocata l’opera. Anche se, già in precedenza, l’ambiente museale era già ricco di informazioni sia sul ritrovamento, sia sulla storia dell’opera.

La storia della Vittoria Alata
Ritrovata insieme a centinaia di altri reperti in bronzo, l’opera vede la luce grazie ai membri dell’Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Brescia. Infatti, in un’intercapedine dell’antico tempio, ritrovano la statua, probabilmente occultata per preservarla da eventuali distruzioni. La scultura, realizzata in bronzo con la tecnica della fusione a cera persa, è databile intorno alla metà del I secolo dopo Cristo. Probabilmente è ispirata a modelli più antichi.
L’operazione di restauro è stata condotta dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Inoltre, hanno partecipato il Comune di Brescia, la Fondazione Brescia Musei, della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Bergamo e Brescia, con il sostegno della Regione Lombardia. L’operazione ha coinvolto circa trenta professionisti, impegnati nelle numerose attività di conoscenza e di conservazione del bronzo.
Si è partiti dalla pulitura della scultura, si continua con la rimozione controllata dei materiali che riempivano la statua. Poi, si passa al controllo della struttura interna di epoca ottocentesca, a cui si agganciavano le ali e le braccia della Vittoria. Infine, il lavoro si è concluso con la stesura di un materiale protettivo. Due anni di intensa preparazione, che ci permetteranno di ammirare nuovamente la bellezza di questa opera.
a cura di Marianna Soru
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