A 131 anni dalla nascita Google rende omaggio con un doodle a Boris Pasternak, vincitore nel 1958 del Premio Nobel per la letteratura grazie a “Il dottor Živago“. Non poté andare a ritirare il riconoscimento, perché il ritorno in patria gli sarebbe stato proibito.
Nato a Mosca il 10 febbraio 1890, iniziò l’attività artistica nelle avanguardie ed esordì con le poesie “Bliznec v tučach” (“Il gemello nelle nuvole”, 1914), divenendo il più acclamato lirico russo della sua generazione. La sua opera resta saldamente legata alla grande stagione dell’Ottocento russo, e in particolare a Tolstoj, amico del padre pittore. In un linguaggio dominato dal sentimento, alternò temi intimi e surreali a versi intrisi di sofferenza quotidiana. Membro non allineato dell’intellighenzia, visse in disparte, in una colonia di scrittori a Peredelkino, nei pressi di Mosca, senza mai volersi accattivare la simpatia delle autorità sovietiche.

Tra il 1946 e il 1956 Pasternak lavorò a Il dottor Živago, oggi noto come il suo capolavoro. La pubblicazione, inizialmente, non fu autorizzata perché giudicata ostile all’Unione Sovietica. Il libro apparve in Italia nel 1957: fu pubblicato da Giangiacomo Feltrinelli, nonostante le pressioni arrivate dall’URSS e dal Partito Comunista Italiano per bloccarlo. Il romanzo, da cui poi venne tratto un celebre film con Omar Sharif, Julie Christie e Geraldine Chaplin, affronta il problema della solitudine dell’intellettuale di fronte alla violenza della storia e racconta la Russia della Prima guerra mondiale, le trasformazioni sociali e, soprattutto, un amore impossibile. Il romanzo fu tradotto in decine di lingue e venduto in milioni di copie e gli valse l’ambito riconoscimento internazionale per la letteratura.
Il 10 dicembre del 1958, nella grande sala dei concerti di Stoccolma, si svolse la cerimonia della consegna del premio Nobel: erano presenti tutti i vincitori tranne uno, Boris Leonidovič Pasternak. L’allora segretario dell’Accademia svedese Anders Österling si alzò e disse: “Iil premio Nobel per la Letteratura quest’anno è stato assegnato allo scrittore sovietico Boris Pasternak, per il suo contributo significativo sia alla poesia contemporanea che alla grande tradizione della narrativa russa. Come sapete, il premiato ha comunicato che non desidera ricevere il premio. Questo rifiuto non comporta naturalmente nessuna modifica per quanto riguarda la validità della sua assegnazione. All’Accademia rimane soltanto da annotare con rammarico che l’assegnazione del premio non potrà avere luogo“.
Pasternak ricevette la notizia del premio il 23 ottobre, mentre si trovava a Peredelkino, a pochi chilometri da Mosca, festeggiò pranzando con la moglie e un’amica e il giorno dopo telegrafò alla segreteria del premio Nobel sette parole: “Immensamente grato, commosso orgoglioso, meravigliato, confuso. Pasternak”. Dopo il Nobel e tutto quel che ne seguì, cominciò il decadimento anche fisico di Boris Pasternak che visse i suoi ultimi anni sotto lo stretto controllo del regime. Morì il 30 maggio del 1960.





