Felpa dei Nirvana e tacchi alti: no, non siamo sul palco dell’Ariston. Ma sembra che la vittoria dei Maneskin a Sanremo 2021 abbia prodotto tutti i suoi effetti. Nell’ondata di ‘trasgressioni’ di cui il gruppo rock può dirsi portavoce, è il caso di non stupirsi troppo per chi, nel grigiore di un governo alquanto silenzioso – come quello di Draghi – pensa di portare la sua nota di colore: proprio quello che ha fatto Fabiana Dadone, la neo ministra delle Politiche giovanili – ovvio – che con il post pubblicato ieri, in occasione della Giornata internazionale della donna, è finita subito sotto l’occhio degli attenti ‘tradizionalisti’, che da dietro lo schermo avranno storto un po’ il naso. “In questa giornata tanto evocativa e tanto attenta al politically correct – scrive nel post la ministra, mostrandosi a gambe incrociate sulla scrivania – vorrei dire con molta onestà che sul fronte della parità di genere c’è ancora molta strada da fare”.

“Una strada in salita e piena di ostacoli culturali che dobbiamo avere la forza di affrontare con tutta la tenacia che abbiamo nel cuore” e che la Dadone – classe 1984 – fa intendere di poter percorrere anche con décolleté rosse e felpa dei Nirvana – perché no? – in rappresentanza di una cultura ‘controtendenza’. Un concentrato di contraddizioni che, per altro, connotano la sua stessa indole: “[…] Sono una ‘ragazzina’ (per questo Paese) ma faccio il Ministro” – ha scritto – “Non sono sposata ma scelgo ogni giorno di stare col mio compagno, ho due figli bellissimi che portano il mio cognome pur essendo ragazza madre, amo la musica rock pesante ma non mi vesto in maniera ‘alternativa’, guardo film strappalacrime ma sono emotivamente fredda come il ghiaccio. Sono un ammasso di stereotipi e nel corso della vita mi è stato fatto notare molte volte”.

La notizia non avrà certamente sconvolto chi il 7 marzo non si è perso la sua live su Twitch, in cui ha voluto parlare del mondo del gaming, intervistando il 18enne Riccardo “Reynor” Romiti, campione del mondo 2021 di Starcraft 2, e in occasione della quale – lasciandosi andare a qualche frecciatina – aveva detto che “se la politica vuole occuparsi realmente di giovani, è ora che inizi a parlare con il loro linguaggio”. Esattamente quello che sta provando a fare lei.

Se quella di volerla nella lista dei Ministri sia stata solo una strategia comunicativa, non è dato saperlo. Di sicuro la Dadone, vuoi per età vuoi per attitudine, è in prima fila. E uno ‘schiaffo’ quella politica molto ‘chiacchierona’ – e poco ‘militante’ – se lo meritava.

Francesca Perrotta