La serie Netflix Maid, una delle più seguite di quest’autunno, racconta una commovente storia di determinazione e di riscatto. La serie racconta le vicende di Alex, una giovane madre interpretata da Margaret Qualley, che pur di non ritornare con l’ex compagno alcolista e irascibile, accetta qualsiasi lavoro. La donna accetta turni di pulizie fisicamente massacranti, con orari scomodi e soprattutto malpagati, per far avere una vita migliore alla figlia Maddie.
Molly Smith Metzler, showrunner già nota per il lavoro di scrittura per la serie Orange is the New Black, ha preso ispirazione da un libro per scrivere Maid. Il libro in questione è Maid: Hard Work, Low Pay, and a Mother’s Will to Survive, il memoir di Stephanie Land. Nel 2019 il libro era comparso sul New York Times e da lì è balzato al terzo posto della classifica dei saggi più venduti negli Stati Uniti. Come riporta cinematographe.it, in Italia il libro è stato tradotto da Chiara Libero e pubblicato da Astoria.
Maid, dal caso editoriale alla serie Netflix: “una lettura potente e necessaria”
Una delle prime ad essere stata conquistata dal libro di Stephanie Land è stata Margot Robbie, che ne ha acquistato i diritti. Margot Robbie è infatti produttrice della LuckyChap Entertainment insieme a John Wells, Erin Jontow, Tom Ackerley e Brett Hedblom.
Nel libro Stephanie Land parla della sua esperienza come donna delle pulizie e della sua determinazione a sopravvivere, garantendo un futuro migliore per sua figlia. Quando ha scritto il memoir non si aspettava che questo potesse diventare un caso editoriale, né tantomeno che ricevesse attenzioni dal pubblico e dalla critica. Oggi Stephanie Land è madre di due figlie, scrittrice e si è sposata. Alcuni suoi contributi sono apparti sul New York Times, The New York Review of Book e Washington Post.
“Una lettura potente e necessaria, con uno sguardo incredibile sulle lotte che affrontano le persone mentre cercano di sopravvivere“.
Le parole dei produttori quando hanno presentato il progetto.
Maid, la storia vera di Stephanie Land, madre anche di sé stessa
La serie è ambientata ad Anchorage, in Alaska, dove Stephanie Land è nata e cresciuta. Finita la scuola superiore, Stephanie avrebbe voluto andare al College, ma i genitori non erano in grado di fornirle l’adeguato sostegno economico. Inoltre i genitori si sono separati, disintegrando definitivamente il clima famigliare.
Per questo Stephanie decide di trasferirsi a Washington, dove accetta qualsiasi lavoro. Dopo una crisi economica, la situazione peggiora perché non è più in grado di trovare un lavoro non essendo andata al college. In tutto ciò a 28 anni rimane incinta di Mia, solo 4 mesi dopo aver incontrato il padre della piccola. Il rapporto tra Stephanie e il compagno si deteriora rapidamente, soprattutto a causa dell’abuso di alcool e degli scatti d’ira di lui.
La mancanza di sostegno, sia da parte del compagno che dei genitori, portano Stephanie ad emanciparsi velocemente e a cercare di sopravvivere da sola. “Sono diventata madre non solo di Mia, ma anche di me stessa. Ciò accade quando non puoi contare su nessuno; quando non c’è chi si occupa di te“. Ha dichiarato Stephanie Land, che nel libro racconta di come i genitori non siano stati neanche in grado di fornirle conforto per la situazione in cui si trovava.
Le difficoltà di Stephanie e il lavoro come donna delle pulizie
Nella serie Maid, vengono raccontate le difficoltà incontrare dalla donna nello stabilire una relazione equilibrata con i genitori. A differenza del libro, nella serie la madre Paula ha un disturbo bipolare mentre il padre è violento ed assente nella vita della figlia. Rimasta sola, Stephanie accetta di lavorare come donna delle pulizie per 9 dollari l’ora. Nonostante le difficoltà, le occhiatacce di chi non conosce la sua situazione, Stephanie riesce a cavarsela, anche grazie ai sussidi statali.
“In America, esiste questa mentalità per la quale se sei povero è perché hai commesso degli errori, è perché stai scontando una qualche colpa”, ha dichiarato la Land. “Ma non è così. La povertà è una condizione che può riguardare tutti. E, anche qualora la si superi, non è possibile liberarsene: oggi, che pure non ho più problemi economici, se compro dei mirtilli, non li mangio… li lascio per Mia, perché ricordo quando erano un bene di lusso, che serviva alla bambina per crescere sana“.
Per due anni Stephanie ha pulito le case di ricchi e è grazie a questo lavoro è riuscita a sopravvivere e ad entrare in contatto con molte persone diverse da lei. “Quello che ho visto nei due anni in cui ho pulito case di ricchi mi ha spinto a non desiderare più di esserlo”. Ha raccontato Stephanie Land in un articolo del 2015. In quegli anni si è infatti resa conto che le persone che abitavano in case lussuose, lavoravano talmente tanto da non potersi permettere di godere delle loro ricchezze. L’essere povera e non possedere niente l’ha spinta a realizzare il suo desiderio. Mentre era ragazza madre e lavorava, Stephanie è stata ammessa al college in Montana, grazie ad una borsa di studi. Al college ha frequentato un corso di scrittura creativa che le ha permesso di raccontare la sua storia, oggi diventata una serie.
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