È morta in Gran Bretagna, vittima nella giornata di ieri di un incidente stradale, Antonia Terzi. Nata in provincia di Modena 50 anni fa, si era fatta conoscere a inizio 2000 come ingegnere di Formula 1, ed era diventata famosa per l’invenzione del muso ‘a tricheco’ applicato alle monoposto della Williams per dare una chance in più al pilota  Juan Pablo Montoya.  “È una ragazza valida, molto tenace e determinata”, dichiarò ai tempi Frank Williams, che le aveva affidato un ruolo importante, quella di responsabile del dipartimento aerodinamico del team.

Cresciuta in Ferrari, assunta subito dopo la laurea, dopo la formazione a Maranello per cinque anni, Terzi si era poi trasferita nella scuderia di Grove in seguito alla chiamata del co-fondatore Patrick Head, e lì aveva avuto modo di crescere professionalmente. In quegli anni la rossa dominava con Jean Todt al comando e Michael Schumacher in pista.

Antonia Terzi stava per trasferirsi in Australia per iniziare la carriera di docente all’Università di Canberra.

Decisa e spiazzante. Con una laurea, allora pionieristica in ingegneria aerodinamica, non aveva perso tempo: in Ferrari se l’erano accaparrata che ancora era una ragazzina. Erano gli anni d’oro: Jean Todt e Michael Schumacher al potere. Lì, al Cavallino, rimase per 5 anni. Anni, fitti di idee e successi, anni in cui non rimase mai dietro le quinte ma scese sempre, in prima linea, in pista: in un’epoca in cui le donne in F1 ricoprivano al massimo ruoli di sponsor o comunicazione, un’innovazione senza precedenti. Sbigottito e spaesato rimaneva così chi la intravedeva nel box con le sue cuffie e la sua aria competente sempre presente all’appello. Non passò inosservata neanche agli occhi della Williams che presto la strappò a Maranello. Antonia allora aveva 31 anni e tante idee nel suo serbatoio: la più emblematica fu quella del muso a tricheco, visto sulla FW26 nel 2004 con Juan Pablo Montoya e Ralf Schumacher. Senza addentrarci troppo nel gergo tecnico: attacchi delle sospensioni sporgenti dalla scocca capaci di regalare un maggior passaggio d’aria alla parte inferiore