I due sottosegretari della Salute sono in disaccordo. Esperti e politici sono in disaccordo. Non c’è nessuno (come al solito) che trovi una soluzione capace di mediare due fuochi. Continuare a pubblicare il report quotidiano dei contagi o interromperlo del tutto? Una risposta potrebbe essere renderlo settimanale.

Report dei contagi: sarebbe meglio renderlo settimanale?

“Che senso ha – chiede il virologo Matteo Basetti in merito al report – dire che abbiamo 250mila persone che hanno tampone positivo? Bisogna specificare se sono sintomatici, asintomatici, sono ricoverati, stanno a casa. Sono numeri che ci fanno fare brutta figura col resto del mondo, perché sembra che vada tutto male e invece non è così, nella realtà altri Paesi che hanno molti più contagi di noi cercano di gestirli in maniera diversa. Se continuiamo così finiremo con l’andare in lockdown di tipo psicologico e sociale.”

Non ha tutti torti, le informazioni infinite sui contagi stanno rendendo molti di noi paranoici, ipocondriaci, forse anche troppo. Ad appoggiare la sua posizione, il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, che dice: “Il numero dei contagi di per sè non dice nulla, è necessario soffermarsi essenzialmente sui dati delle ospedalizzazioni e occupazione delle terapie intensive”.

E questo è il primo fuoco, sentiamo l’altro. “Nell’immediato e in attesa di evidenze conclusive sull’argomento, ritengo comunque utile una comunicazione puntuale e trasparente di tutti i dati disponibili, accompagnata da un’adeguata interpretazione che aiuti i cittadini ad orientarsi meglio in questa nuova fase della pandemia”. Spiega così l’altro sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri.

Sulla stessa linea di pensiero il virologo Fabrizio Pregliasco: “Comunicare giornalmente il dato relativo ai contagi rappresenta una posizione di trasparenza e la raccolta del dato in se è fondamentale per la ricerca e la sanità pubblica. Siamo ancora in una fase di transizione, e non fornire oggi tale dato potrebbe facilitare un ‘liberi tutti’ a cui non siamo ancora pronti”. 

Infine, una voce moderata. Che forse ha trovato un compromesso.

L’infettivologo e membro del Cts Donato Greco spiega così: “Sarebbe un’ottima idea far diventare settimanale il bollettino dei contagi, mi sembrerebbe naturale farlo. Noi del Cts stiamo discutendo del parlarne col Governo”.

La pubblicazione quotidiana del report dei contagi potrebbe essere in effetti una fonte di ansia e allarmismo inutile, certo è che, come qualsiasi notizia, se sappiamo che ci sentiremo a disagio, o sentiamo che i continui aggiornamenti ci stanno rendendo troppo paranoici, si può sempre ignorare. Il discorso trasparenza è valido, è giusto. Ma qui il punto è che le motivazioni hanno entrambe ragione di esistere. Il report quotidiano è una fonte d’ansia ed è anche una soluzione trasparente.

Qualsiasi sarà la decisione, noi rimaniamo a chiederci: ma chi è che ogni giorno controlla ossessivamente il report?

Serena Baiocco