Un deputato di Fratelli D’Italia propone un test tossicologico a tutti coloro che parteciperanno al festival, ecco il motivo. Parla il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, commissario di Vigilanza Rai. Ha annunciato all’Adnkronos: “Depositerò oggi stesso un quesito in commissione di Vigilanza Rai per garantire che sul palco dell’Ariston vengano evitate forme di product placement da parte di Ornella Muti durante la co-conduzione del Festival di Sanremo, contrario al regolamento, e il lancio di messaggi impropri che possano riguardare la cannabis e l’uso di sostanze stupefacenti che possano fuorviare il pubblico e per chiedere alla Rai se, a tal fine, non ritengano necessario sottoporre all’esame tossicologico i conduttori e gli artisti che si esibiranno”.
Tutto è partito da un Seflie di Ornella Muti
Ma perchè Ornella Muti? La donna, che affiancherà Amadeus per la prima serata, ha sfoggiato a poche ore dal via del Festival dei ciondoli a forma di foglie di marijuana, il tutto in un selfie postato sui social in cui si è mostrata insieme alla figlia Naike. Il tutto in una pausa nel corso delle prove all’Ariston. Ad aprire il fuoco contro la Muti sono stati Federico Mollicone e Maria Teresa Bellucci, ovviamente deputati di Fratelli d’Italia: “Riconosciamo in Ornella Muti un’autorevole artista e grande icona del cinema italiano ma riteniamo improprio il sostegno alla liberalizzazione della cannabis espresso in un post da parte della co-conduttrice di Sanremo. Non vorremmo che il Festival di Sanremo possa diventare il megafono delle posizioni del fronte della cannabis libera e del referendum”. Ovviamente il partito sembra aver dimenticato la già legalità della Cannabis Light in Italia.
“Per ringraziare Ornella Muti del suo impegno e di aver portato la battaglia per la cannabis direttamente a Sanremo le abbiamo regalato un mazzo di fiori… stupefacente!”, scrive su Twitter Riccardo Magi, frase copiata ed incollata da moltissimi altri profili. Vediamo una foto della Muti che tiene in mano un bouquet di cannabis, con l’adesivo “Referendum Cannabis Legale” proposto da + Europa. La Muti è ormai da tempo attiva nella campagna della legalizzazione della marijuana ed ha già un attività di Cannabis Light.
Tuttavia sembra eccessiva la risposta di Federico Mollicone che paragona l’utilità di un test anti-droga a quello del controllo dei green pass.
“Se viene imposto il green pass non capiamo perché non debba essere fatto allo stesso modo l’esame tossicologico, per evitare che arrivino a milioni di telespettatori, anche bambini, messaggi devianti derivati da stati di esaltazione o alterazione. Siamo certamente contro il green pass, che discrimina fra vaccinati e non vaccinati, ma da Sanremo deve partire un messaggio chiaro contro ogni dipendenza. Ornella Muti, inoltre, è proprietaria di quella linea di merchandising che indossa nel post, un brand proprio legato alla cannabis.Non vorremo che si possano lanciare messaggi impropri dal palco dall’Ariston, per questo ricordiamo che la cannabis in Italia è legale solo ad uso terapeutico”.
Enrica Nardecchia.
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