È stata un’annata di MotoGP, quella archiviata qualche mese fa, davvero emozionante. Grande il duello tra Yamaha e Ducati, con Fabio Quartararo che ha duellato per buona parte della stagione con il nostro Francesco Bagnaia per il titolo mondiale del 2021. Il centauro francese, arrivato un certo punto della contesa, si è preso un distacco consistente andando a vincere il suo primo Mondiale piloti con pieno merito. È stato l’anno delle restrizioni del Coronavirus, con la variante Omicron sullo sfondo che cominciava a prendere forza, capaci di modificare (anche) le abitudini della classe regina delle due ruote. Tra gli eventi rilevanti c’è anche stato il ritiro di Valentino Rossi, leggenda vivente della categoria. Il Dottore ha salutato dopo anni ed anni di successi. Una giornata che nessuno mai dimenticherà. Dopo una piccola pausa, è già tempo di tuffarsi nel 2022. Nello specifico, un grande ex ha parlato delle sue vicissitudini nella classe regina: ecco cosa ha detto Casey Stoner.

Le parole di Casey Stoner

Ecco le parole l’ex campione del mondo di MotoGP al podcast Gypsy Tales:

“Solo di recente mi è stata diagnosticata l’ansia, che in realtà non sapevo potesse essere un fattore. Onestamente pensavo fosse solo qualcosa che la gente dicesse per dire. Un altro modo per essere stressati. Tutti si stressano. Anche la mia schiena si blocca per l’ansia. Tra le scapole. Posso sentirla arrivare quando sono in situazioni in cui non mi sento a mio agio. Sarebbe stato più facile nella mia carriera se l’avessi saputo e avessi potuto gestire meglio la situazione. Per me è stato un brutto colpo essere chiuso con le persone e i media, perché non sono mai stato a mio agio nel farlo. Le folle non mi hanno mai messo a mio agio. E poi il giorno della gara… letteralmente per anni, prendendo in considerazione soprattutto gli ultimi 2 anni di corse in MotoGP, più il weekend era buono, più volevo morire”.

“Mi sarei voluto letteralmente raggomitolare sul pavimento del camper, malato come un cane, con i nodi allo stomaco. Non volevo correre. Non potevo sentirmi peggio. Avevo una grande apprensione. Avvertivo la pressione della squadra, di tutti quelli che mi aveva aiutato, di tutto il resto. Hai un team che ha 70 persone lì, e soprattutto quando sei il pilota numero uno e tutti si aspettano che tu vinca ogni fine settimana, questo ha influito tantissimo su di me. Sono stato molto bravo a ritirarmi. Non importa quanto male, quanto nervoso e quanto pentito fossi. Sono stato molto bravo a dirmi di ingoiare il rospo e andare avanti sulla mia strada”.

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Photo credit: motogp.com