Un tribunale in India ha emesso 38 condanne a morte per gli artefici di un attentato terroristico compiuto nel 2008 a Ahmedabad. Altre 11 persone subiranno l’ergastolo. Se la sentenza verrà confermata, sarà il primo caso indiano in cui così tanti individui subiscono la pena di morte in una sola volta.
L’attentato in India aveva provocato la morte di 56 persone
L’attentato, verificatosi a Ahmedabad il 26 luglio 2008, era stato attuato con due esplosioni. Gli ordigni, nascosti in biciclette e altri oggetti di uso quotidiano, erano stati preparati da un gruppo islamista con base in Pakistan. La prima esplosione era avvenuta nei pressi di un centro commerciale, mentre la seconda, circa 20 minuti dopo, nei pressi dell’ospedale dove erano stati portati alcuni dei feriti.
L’attentato in India aveva minato l’armonia della società, fomentando i contrasti etnici e di fede. Una vicenda affine si era verificata nel 2002 a Gujarat. Le esplosioni di Ahmedabad infatti, sembrano essere una vendetta per il massacro precedente. Al momento dell’attacco terroristico, il segretario generale della Conferenza episcopale cattolica indiana, aveva rilasciato un’intervista ad AsiaNews. In tale occasione egli aveva condannato fortemente questa violenza definita “senza senso”. La Chiesa cattolica, inoltre, aveva messo a disposizione i propri presidi medici per aiutare le vittime di tale tragedia.
Uno degli avvocati difensori dei terroristi; Khalid Shaikh, aveva chiesto delle condanne più clementi, dato che gli imputati avevano già trascorso 13 anni in prigione. Tuttavia il giudice è stato irremovibile, e ha descritto l’evento come un “caso rarissimo” in cui hanno perso la vita moltissime persone innocenti. Il processo che si è concluso con una sentenza venerdì, ha visto la testimonianza di più di 1000 persone. Oltre alla condanna a morte, la corte ha anche ordinato di risarcire le vittime con una somma di denaro.
Michela Foglia
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