Il truffatore di Tinder smentisce tutte le accuse che gli sono state rivolte.
Il Truffatore di Tinder, documentario Netflix disponibile dal 2 febbraio 2022, racconta le vicende virtuali di Shimon Hayut sta diventando un autentico fenomeno di massa. La storia racconta infatti del giovane che, dopo aver finto di essere Simon Leviev, figlio del magnate israeliano dei diamanti Lev Leviev, aveva truffato tre ragazze, Cecilie Fjellhøy, Pernilla Sjoholm e Ayleen Charlotte, truffate per oltre 500mila dollari.
Il truffatore di Tinder va contro ogni accusa, secondo lui nulla è vero “sono un legittimo uomo d’affari”
L’uomo israeliano respinge al mittente ogni accusa. Secondo il docufilm, che a sua volta riprende un’imponente inchiesta del giornale norvegese Vg, dopo aver assunto queste fittizie vesti ha iniziato a corteggiare diverse giovani donne su Tinder e conquistandole con la sua vita lussuosa e fuori dagli schemi. Una volta conquistate da questo stile di vita e dai suoi modi romantici, alle donne venivano chiesti prestiti sempre più ingenti che Hayut non restituiva mai. Secondo le testimonianze si tratterebbe di uno schema piramidale in cui il manipolatore spillava soldi a una donna per mantenere il suo tenore di vita con le scuse di essere minacciato e sotto ricatto da altri.
Prima del documentario, Hayut ha affrontato molteplici accuse in Israele ed è stato condannato al carcere in Finlandia. Come riportato da The Hollywood Reporter, Hayut ha negato le accuse di frode e ha detto ai realizzatori del documentario che avrebbe intentato loro una causa per diffamazione. Hayut ha affermato di non essersi mai presentato come un membro della famiglia Leviev e ha aggiunto che non “si sente male” per le presunte vittime della truffa. “Mi sento male solo per quello che è capitato a me, per ciò che non ho fatto. Voglio ripulire la mia immagine, dire al mondo che tutto questo non è vero. Non sono un imbroglione e non sono un falso. Le persone non mi conoscono, quindi non possono giudicarmi. Sono un legittimo uomo d’affari che ha acquistato Bitcoin nel 2011. Non ho bisogno di dire quanto valgono ora“.
Hayut viene difeso anche dalla sua nuova fidanzata, una modella israeliana e continua la sua vita da imprenditore
Hayut è ancora a piede libero e, almeno a quanto pare dalle sue immagini che continuano a comparire sui vari social network, prosegue con il suo lifestyle milionario. “Sono un businessman a tutti gli effetti“, si giustifica. Nonostante le accuse su di lui divenute pubbliche e globali, al suo fianco Hayut ha una nuova fidanzata, la modella israeliana Kat Konlin. Lei lo difende a spada tratta: “Mio Dio, mi chiedo come qualcuno possa arrivare a costruire accuse così false”. E al netto delle ripercussioni negative del documentario, Hayut non ha perso tempo: ha ingaggiato un’agenzia di comunicazione, lanciato una linea di t-shirt con frasi salienti del film (“My enemies are after me“), lanciato una serie di Nft e aperto un profilo su Cameo, il sito che permette di ricevere saluti personalizzati a pagamento da parte di celebrità varie. I suoi sono quotati a 199 dollari ciascuno.
Peccato che nel frattempo il suo profilo sia stato bannato da Tinder e da altri siti d’incontri come Match.com, OkCupid e molti altri. Al momento su di lui non esistono accuse ufficiali né cause in corso relativamente alle vicende con le donne che hanno testimoniato, anzi loro stesse continuano a pagare i debiti contratti per aiutarlo. “Sono solo e semplicemente un gentleman”, continua a ribadire lui.
Le donne presenti nel documentario Netflix, Fjellhøy, Sjoholm e Charlotte, hanno avviato una campagna di crowdfunding GoFundMe per raccogliere fondi per cancellare i loro debiti dopo l’uscita del documentario.
Enrica Nardecchia
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