Galileo Galilei nacque a Pisa il 15 febbraio 1564. Durante la sua infanzia venne mandato a studiare nel monastero di Vallombrosa dai suoi genitori, luogo che lo attrasse molto e lo spinse a diventare novizio. Suo padre, avendo grandi aspettative su di lui, non fu contento di questa scelta e decise di cambiargli scuola. All’età di 17 anni Galileo venne iscritto al collegio La Sapienza di Pisa per studiare medicina, ma l’anatomia non lo affascinava affatto, a differenza dello studio della matematica.
Si dimostrò sempre dotato di un temperamento curioso e polemico, e ciò lo portò nel corso della sua vita a diventare una delle menti più rivoluzionarie della storia. A quei tempi l’idea di mettere in discussioni le tesi di Aristotele sembrava assurda, invece Galileo riuscì a confutare le teorie del filosofo greco sul moto dei corpi. Questo suo atteggiamento lo portò, nel corso della sua vita, ad essere vittima di diverse censure da parte del Tribunale dell’Inquisizione.
L’invenzione del cannocchiale e la pubblicazione del trattato
Degli studi attestano che i primi inventori ufficiali del cannocchiale furono alcuni scienziati fiamminghi, i quali iniziarono a farne uso già nel 1608. Quando però ci troviamo di fronte a questa parola il primo nome che ci salta in mente è quello di Galileo Galilei. Lo scienziato toscano si ingegnò più di tutti per perfezionare quello strumento in modo tale da poter osservare attentamente persino i corpi celesti.
L’utilizzo del cannocchiale lo spinse a scrivere uno dei trattati astronomici più importanti della storia: il Sidereus Nuncius. Nell’opera Galileo analizza prima di tutto la Luna, e dimostra come fosse stata fino ad allora erroneamente considerata superficialmente liscia, poiché cosparsa di diversi crateri e rugosità. Proseguì focalizzandosi sullo studio della Via Lattea, ponendo particolare attenzione su Giove e i suoi satelliti naturali.
La censura del Sidereus Nuncius
Il 13 marzo 1610 la pubblicazione del trattato creò a Galileo non pochi problemi. Molti accademici si dimostrarono essere invidiosi delle sue scoperte e si mostrarono scettici davanti all’utilizzo del telescopio. Alcuni religiosi invece affermarono che quanto riportato nel Sidereus Nuncius andasse contro quanto scritto nell’Antico Testamento, e che quindi non fosse accettabile.
L’Inquisizione nel 1616 proibì ogni forma di insegnamento della teoria eliocentrica, ma Galileo non fu condannato per questo. Dall’altra parte però il suo trattato venne accantonato dalla società del tempo, e venne riscoperto soltanto nel 1757.
Ludovica Nolfi





