Intervistato da Ronnie Wood nel programma Tracks of My Years di BBC Radio 2, a Mick Jagger è stato chiesto se i Rolling Stones torneranno mai in tour, dopo lo stop nel 2026. «Mi piacerebbe molto andare in tour, non vedo l’ora», ha risposto, prima di ridimensionare le aspettative. «Non credo che sarà quest’anno. Ma spero che accada il prima possibile». Le sue parole arrivano dopo che la band ha annullato, alla fine del 2025, i piani per una tournée negli stadi del Regno Unito ed europei, in programma per il 2026, a causa dell’impossibilità di Keith Richards di impegnarsi per la serie di concerti. Il chitarrista ha però accennato a un possibile ritorno in tour nel 2027, e le ultime affermazioni del frontman rafforzano questa possibilità.

L’intervista precede l’uscita del 25° album in studio del gruppo, Foreign Tongues, prevista per il 10 luglio tramite Polydor/Universal Music. Il disco è stato realizzato in meno di un mese ai Metropolis Studios di West London con il produttore Andrew Watt, che ha anche lavorato a Hackney Diamonds del 2024, e vanta la partecipazione di ospiti come Paul McCartney, Robert Smith dei The Cure, Steve Winwood e il compianto Charlie Watts.

Mick Jagger racconta come sono nate le collaborazioni dell’ultimo album dei Rolling Stones

Jagger ha rivelato che la collaborazione con Robert Smith sarebbe nata per caso, durante un evento. «Era lì di spalle, con indosso una lunga veste, e quando si è girato era completamente ricoperto di rossetto», ha raccontato. «Gli ho detto: “Sei Robert Smith dei The Cure”. Lui ha risposto: “Sì, non ci siamo mai incontrati”. E io ho detto: “Visto che sei qui, faresti meglio a fare qualcosa”. A volte le collaborazioni funzionano così».

Anche Paul McCartney ha parlato con NME del suo contributo, definendolo «davvero emozionante». «È stato davvero bello presentarsi in uno studio con il proprio basso e dire: “Bene, dove mi volete?”», ha affermato. «Inizi a suonare, ti fanno ascoltare il brano e io inizio a pensare: “Sto suonando con i Rolling Stones! Potevo sentire Keith mentre facevamo varie registrazioni, mentre elaborava il riff che è finito sull’album, e Ronnie che elaborava il suo assolo, Mick che elaborava la parte vocale. Allora, sì, quel giorno sono tornato a casa e dicevo a tutti: “Ho appena suonato con gli Stones!” Ero contento di non averlo preso alla leggera. È davvero emozionante. Non capita a tutti di suonare con loro!».

Foreign Tongues include i brani già pubblicati Rough and Twisted e In the Stars, oltre a una cover di You Know I’m No Good di Amy Winehouse. La tracklist completa è stata rivelata all’inizio di questo mese, con i titoli dei brani visualizzati sui dispositivi di streaming in diverse lingue straniere.

Federica Checchia