Il ministero della Salute con il miglioramento della situazione pandemica in Italia ha cambiato le norme che regolavano gli accessi agli ospedali. Per tanto dal 10 marzo è possibile far visita a propri familiari e conoscenti che sono in ospedale per un colloquio di almeno 45 minuti. Non ci sono limiti di tempo invece per le RSA.
Come far visita a qualcuno in ospedale dal 10 marzo
Dopo 2 anni si può tornare a far visita ai pazienti in ospedale salvo diverse indicazioni dei rispettivi direttori sanitari dovute al cambiamento della situazione pandemica. Per accedere alle visite si dovrà avere mascherina Ffp2 e il green pass rafforzato ottenuto dopo aver ricevuto la terza dose di vaccino. In alternativa si potrà entrare con green pass che testimonia l’avvenuto termine del ciclo di vaccinazione primaria o la guarigione dal covid in entrambi i casi da meno di 6 mesi. In questo caso occorre anche un tampone antigienico o molecolare effettuato da non più di 48 ore. Non sarà possibile accedere alle visite in ospedale con il solo green pass base ricevuto con il solo tampone. Gli stessi requisiti valgono anche per le visite nelle RSA.
La durata minima di 45 minuti
“L’emendamento prevede il ripristino delle visite dei familiari nei reparti di degenza e la garanzia minima di 45 minuti al giorno di tempo”. È quanto ha dichiarato Annamaria Parente, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato che aveva firmato l‘emendamento per la riapertura delle visite in ospedale. “Con questo emendamento abbiamo colto le istanze di tante associazioni e persone singole, che ci hanno testimoniato le loro storie di sofferenza e dolore nel non poter far visita a parenti allettati in ospedale, con gravi malattie, come tumori e non solo”, ha spiegato poi la Parente. Dal 10 marzo sarà dunque possibile far visita ai propri familiari e conoscenti per una durata minima del colloquio di 45 minuti. Non c’è invece nessun minimo di tempo stabilito per le RSA.
Stefano Delle Cave
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