La Russia è insieme agli Stati Uniti il paese con il più alto tasso di carcerazione al mondo e il più alto in Europa. La non esistenza nel sistema penale di una concezione di reato meno grave fa sì che spesso le autorità russe ricorrano al carcere per punire i detenuti. A questo si aggiunge la rigida censura del regime putiniano che punisce duramente manifestanti e oppositori. Per questo le carceri in Russia sono spesso sovraffollate. Lager dove i detenuti sono soggetti ad un rigido e brutale sistema di detenzione di ispirazione sovietica

I numeri delle carceri in Russia, un inferno sulla terra

Poco più di un anno fa erano 483.000 le persone rinchiuse nelle carceri russe di cui la maggior parte per lunghe pene detentive. Una cifra enorme a cui si aggiungono le decine di manifestanti contro la guerra arrestati nei mesi scorsi. Fatti che non devono stupire se si parla di un pase dove si può essere semplicemente arrestati per aver camminato nel luogo di una manifestazione. Finire nelle carceri in Russia però non è come nel nostro paese ma un inferno che non si augura nemmeno al peggior nemico. È quello che ha trovato il famoso oppositore politico Aleksei Navalnyj. Questi dalla colonia penale in cui è rinchiuso continua a battersi contro il regime e contro la guerra.

Il brutale sistema delle carceri in Russia

Non esistono le carceri come in Europa, cioè edifici con le celle, ma ci sono dei luoghi simili ai campi di concentramento, dei veri e propri lager, lontani dalla città, dove generalmente si svolgono dure attività lavorative. Queste colonie, come vengono chiamate, si dividono in quattro tipi: il primo è di regime comune, il secondo di regime duro, il terzo di regime particolarmente duro, il quarto è un sistema di galera con le persone sempre chiuse in cella, che in realtà sarebbe il posto per i condannati a morte. Ovviamente essendoci la moratoria sulla pena di morte, ci sono quelli condannati al carcere a vita. Quest’ultimo sistema, dove non c’è nessuna possibilità di contatto con il mondo esterno, è riservato alle persone considerate pericolose, come appunto i terroristi o coloro che hanno commesso più omicidi”. Così Ljudmila Alpern, membro dell’O.N.G. Moscow Center for Prison Reform, ha spiegato il duro sistema delle carceri in Russia.

Il modello dei gulag russi

Un sistema che prevede, sul modello dei gulag russi, il lavoro forzato e schiavizzato dei detenuti. Prigionieri che poi devono spendere i loro miseri salari per pagarsi i beni di prima necessità di cui potrebbero aver bisogno come la carta igienica. Detenuti spesso vessati da altri carcerati e dalle autorità carcerarie che quasi sempre si macchiano di abusi e torture. Un ex detenuto Sergej Sevelyev ha consegnato nei mesi scorsi video incredibili che svelano i pestaggi e le torture commesse dalla polizia russa nelle carceri sui i detenuti.

Abusi che avvengono già quando il malcapitato viene messo in quarantena prima di entrare in cella per costringerlo a confessare presunti crimini commessi e a diventare informatore. A questo si aggiunge il costante sovraffollamento delle celle spesso maleodoranti, con un igiene precaria se non totalmente assente dove i detenuti devono fare i turni per dormire perchè non ci sono abbastanza letti.

Stefano Delle Cave