«Io ho fatto solo due/tre horror, il resto sono film realistici»

Cannibal Holocaust’’ di Ruggero Deodato è diventato un cult senza tempo. Tanto che, personalità del calibro di Quentin Tarantino e Eli Roth, lo considerano uno dei grandi registi del nostro cinema. Ruggero Deodato è ritenuto uno dei capostipiti del terrore italiano: la sua Trilogia dei Cannibali lo consacrerà come re del genere cannibal. Quella di Monsieur Cannibal – così viene soprannominato dagli appassionati – è la storia di un cineasta che attraverso l’orrore vuole raccontare e denunciare la realtà, non facendosi fermare neanche dalla durissima censura del tempo.

Rossellini e l’amore per la regia

Classe 1939, si trasferisce da Potenza, sua città natale, nel quartiere Parioli di Roma. Appena adolescente, si avvicina al mondo del cinema come attore, ottenendo inizialmente piccoli ruoli in varie pellicole tra cui ‘’I ragazzi dei Parioli’’ di Sergio Corbucci. È grazie a Roberto Rossellini che Deodato scoprirà la magia di stare dietro alla cinepresa; sarà il suo aiutoregista per diversi film, tra cui ‘‘Il generale della Rovere”. Deodato racconta in più occasioni di quanto sia stato determinante osservare il lavoro di Rossellini per sviluppare il proprio modo di girare. Deodato si definisce un artista istintivo: la storia da raccontare la crea sul set, lasciandosi ispirare dagli elementi che lo caratterizzano.

Ruggero Deodato, l’esordio alla regia e la volta della televisione

Tra i registi con cui collaborerà non possiamo non citare Sergio Corbucci, Riccardo Freda e Antonio Margheriti, grazie al quale farà il suo esordio alla regia con ”Ursus, il terrore dei kirghisi”, nel ’64. Negli anni Settanta è la volta della televisione: Deodato si cimenterà infatti nella realizzazione di una serie di spot pubblicitari; tra i più famosi ricordiamo quelli di Piaggio, Fiat e Kraft. Nel ’76 tornerà al cinema con il suo primo e unico poliziottesco: ”Uomini si nasce, poliziotti si muore”.

Cannibal Holocaust, l’epoca del terrore

Gli anni Ottanta segnano l’inizio dell’epoca del terrore per la carriera registica di Deodato. È proprio nel 1980 che esce il suo capolavoro horror ”Cannibal Holocaust”. Un film spietato e controverso, che conoscerà il successo solo molti anni dopo la sua uscita. Diviso in due parti – la prima girata in 35 mm, la seconda in 16 mm – ”Cannibal Holocaust” è uno dei primi esempi di mockumentary. Stroncato inizialmente dalla critica, avrà svariati problemi con la censura per via delle immagini reali di uccisioni di animali. Scene che Deodato considera licenza artistica, per rendere ancora più cruda e reale l’immagine della società che vuole rappresentare con la sua pellicola.

Ruggero Deodato, il cinema di genere che viene riscoperto

Ruggero Deodato fa parte di quella scuola cinematografica italiana che per troppo tempo non ha visto riconosciuti i suoi meriti. Il cinema di genere, considerato per decenni di serie B, viene oggi amato in tutto il mondo e considerato di culto. È il cinema ”artigianale” di coloro che, con budget molto ridotti, sono riusciti a creare la magia dell’apparenza grazie al loro amore sconfinato per la pellicola.

Caterina Frizzi