Judy Garland avrebbe compiuto 100 anni oggi. Scomparsa a soli 47 anni, è stata una delle maggiori dive di Holltwood dei suoi tempi tanto da essere inserita all‘ottavo posto nella classifica delle grandi star della storia del cinema dell’American Film Institute. È sta premiata, tra l’altro, con l‘Oscar giovanile, un Golden Globe alla carriera e diversi Grammy Award
“Non avevo mai chiesto di diventare una attrice. Non sono mai stata bella, non sono mai stata una Duse e tutto quello che so fare è cantare. Ma decisero di farmi diventare un’attrice da quando avevo dieci anni e cantavo con papà e le sorelle in teatro. Mi vide un tale della MGM e poi mi fece un provino e io divenni proprietà della MGM”
Così Judy Garland, al secolo Frances Ethel Gumm, ha raccontato i suoi inizi ad Hollywood. La sua è sta una carriera d’attrice e cantante che le ha portato da un lato uno straordinario successo e dall’altro la distruzione totale a causa dell’abuso di farmaci di cui era diventata dipendente ai tempi di “Il mago di Oz”. Le medicine, l’alcol e la depressione sono stati infatti la pesante zavorra ad una carriera che avrebbe potuto essere ancor più straordinaria di quella che è stata. La Garland, nonostante la sua difficile vita privata, ha saputo infatti fare non solo la storia della commedia musicale americana dagli anni 30 agli anni 60′ ma si è distinta anche con interpretazioni più drammatiche e senza dover necessariamente cantare.
Judy Garland in cinque ruoli cult
Per raccontagliare al meglio la carriera cinematografica di Judy Garland abbiamo scelto quelli che per noi sono stati i suoi cinque ruoli cult. Ovviamente dobbiamo partire dal quello che costituì il suo grande successo e la sua grande maledizione. Stiamo parlando di Dorothy in “Il mago di Oz” di Victor Fleming con cui la Garland fece conoscere al mondo il suo talent0 interpretativo e musicale che fece entrare nella storia la canzone “Over the Raimbow”. In seguito la Garland continuò ad avere straordinario successo con le commedie musicali.
Fu così che incontrò il primo marito Vincent Minnelli che la diresse in “Incontriamoci a Saint Louis” dove nel ruolo di Esther Smith ottiene numerosi consensi portando al successo diversa canzoni come “Have Yourself a Merry Little Christmas”. Minnelli la diresse poi in “Il pirata” dove interpreta la bella Manuela desiderosa di una storia d’amore con un misterioso corsaro. Dopo un grave periodo di insuccesso e di depressione la Garland tornò agli allori di critica e pubblico per il ruolo di Ester Blodgett. Stiamo parlando di “A Star Is Born”, il film con cui la Garland superò se stessa come attrice e cantante entrando nella storia. Concludiamo la nostra carrellata parlando dei ruoli drammatici che la diva volle ritagliarsi dopo i successi nella commedia musicale. Personaggi interpretati anche senza dover necessariamente cantare. Pensiamo ad esempio a Irene Hoffmann di “Vincitori e vinti” di Stanley Kramer per il quale ebbe una candidatura agli Oscar come migliore attrice non protagonista.
Stefano Delle Cave




