Questa è una delle spedizione azzurre dell’atletica più forte almeno degli ultimi anni senza dubbio. La giornata di ieri è stata ricca di emozioni per gli azzurri, qualcuna contrastante, ma alla fine ha regalato un bottino di tre medaglie. Una doppietta è arrivata dai 3000m siepi con Ahmed Abdelwahed e Osama Zoghlami, rispettivamente d’argento e di bronzo, poi un altro bronzo, stavolta sui 200m con Filippo Tortu.
Munich 2022, l’Italia torna grande nelle siepi
Sotto gli occhi di Francesco Panetta, oro europeo e oro mondiale a cavallo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 sui 3000m siepi, Abdelwahed e Zoghlami hanno portato avanti una grande impresa. I due azzurri infatti hanno chiuso al secondo e terzo posto dietro al finlandese Raitanen. Per qualche giro si è anche sperato nel gradino più alto del podio, ma il mezzofondista finlandese è uscito alla distanza e ha messo in mostra tutte le sue qualità.
Menzione d’onore, immancabile, per Ala Zoghlami che pur non essendo al meglio della sua condizione ha provato a tirare il fratello per la prima parte di gara. Ha poi chiuso settimo dietro agli spagnoli Arce e Martos e al tedesco Bebendorf. Per quanto riguarda i riscontri cronometrici, 8:22.35 per Abdelwahed; 8:23.44 per Osama Zoghlami e 8:27.82 per Ala Zoghlami.
Dalla delusione per la staffetta alla gioia per il bronzo di Tortu

La giornata a dire il vero non era cominciata nel migliore dei modi per via dell’assurda squalifica della 4×100 maschile azzurra. Il verdetto della pista aveva infatti sancito la qualifica per la finale da parte del quartetto formato da Lorenzo Patta, Wanderson Polanco, Matteo Melluzzo e Chituru Ali con il crono di 39”02, ma poi è successo l’imponderabile. La Turchia ha fatto ricorso per un ‘contrasto’ in gara avvenuto con la Finlandia e ha ottenuto di poter ripetere la frazione. La grande differenza però è stata relativa al fatto che hanno corso da soli e una volta che la pista si era asciugata, ottenendo un 38”98 che ha scalzato gli azzurri.
Finale quindi mancata dalla 4×100 maschile, ma conquistata dalla formazione femminile e dalla 4×400 maschile. Uno dei grandi assenti nella formazione titolare della staffetta veloce era stato Filippo Tortu, in quanto impegnato nella finale dei 200m. Gara in cui si è andato a prendere un bel bronzo dietro ai due britannici Hughes e Mitchell-Blake con il tempo di 20”27. Forse lui avrebbe voluto l’oro, come ha confessato alla Rai nel post-gara, ma ha comunque compiuto un gesto storico. L’Italia non vinceva una medaglia sui 200m dai tempi di Mennea.
Settimi posti per Kaddari e Folorunso
Nelle finali di ieri sono state poi protagoniste anche Ayomide Folorunso e Dalia Kaddari, rispettivamente nei 400 ostacoli e nei 200m. I 400hs hanno visto una protagonista assoluta chiamata Femke Bol (52”67 e record dei campionati), fenomeno olandese che ha realizzato sua personale doppietta di ori, dopo aver vinto anche i 400 piani, e ora va per la tripletta con la staffetta 4×400. Folorunso invece è arrivata settima con il crono di 55”91.
Infine, come detto, nei 200m vinti dalla svizzera Mujinga Kambudji in 22”32, è stata protagonista Dalia Kaddari. L’atleta sarda ha chiuso al settimo posto con il tempo di 23”19 e una consapevolezza ulteriore di essere pronta per i grandi palcoscenici.
Maria Laura Scifo – Twitter
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