Anche gli influencer avranno la loro associazione di rappresentanza a tutelare i “loro interessi e i loro diritti”. Assoinfluencer avvia la campagna di tesseramento.
Assoinfluencer lancia la campagna associativa

Quello dell’influencer è un lavoro che di tradizionale ha ben poco, ma è diventata una professione a tutti gli effetti, poiché creano e attraggono valore. Ad oggi queste figure professionali sono circa 350mila. Per questa ragione nasce Assoinfluencer: «Per tutelare interessi e diritti degli influencer e dei creator, figure nuove che cambiano rapidamente quanto il mondo dei media, e che sono professionisti in un mercato ancora non regolato» spiegano i fondatori e presidenti dell’associazione Jacopo Ierussi e Valentina Salonia. Queste nuove professioni sono inserite nell’elenco delle Associazioni Professionali del ministero dello Sviluppo Economico, rappresentare e tutelare istanze e interessi di influencer e content creator risulta dunque una necessità. Lo stesso discorso vale per l’introduzione di una legislazione specifica: Il mercato dell’influencer marketing, soltanto in Italia, ammonta ad un valore di 280 milioni di euro. Un valore destinato a crescere, considerando che si registra un aumento del 15% rispetto al 2020. A livello mondiale il valore stimato per questo mercato si aggira attorno ai 14 miliardi, triplicato in 5 anni. Con una crescita così elevata, il rischio di evasione fiscale diventa altissimo.
Non è più tempo di “marketing dell’interruzione”
Nell’arco del 2021 oltre il 50% delle aziende italiane ha fatto riferimento a queste figure professionali, investendo in campagne di Influencer Marketing. A fornire questi dati è il report “Brand & Marketer” dell’Osservatorio Nazionale Influencer Marketing. Assoinfluencer, che muove i primi passi già nel 2018, ha saputo cogliere la rilevanza di questo trend in espansione e ha deciso di lanciare la campagna associativa nel momento opportuno.
Accanto alla crescita del settore si registra infatti anche una crescente professionalizzazione della figura. Secondo la ricerca condotta dall’ONIM, il 53% degli intervistati ha dichiarato di voler aumentare il budget dedicato al settore. La motivazione è che le aziende sono sempre più consapevoli della straordinaria capacità che gli influencer hanno nell’intercettare i bisogni dei loro seguaci. L’adv tradizionale e il “marketing dell’interruzione” diventano sempre più uno strumento obsoleto per poter attrarre clienti, i quali vanno alla costante ricerca di contenuti di valore.
Rossella Di Gilio
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