Linea dura del governo di centro destra e del ministro della Giustizia Carlo Nordio che non intende revocare il 41 bis ad Alfredo Cospito. Non ci saràn nessun passo indietro de governo che dichiara di non lasciarsi intimidire dai recenti attentati anarchici. Cospito nel frattempo continua lo sciopero della fame. Ha perso 40 chili ed è stato trasferito nel carcere di Opera dove potrà essere curato. Nella notte altre auto bruciate dagli anarchici a Roma e a Milano.

Cospito, la linea dura del governo

Alfredo Cospito, fonte ilriformista.it

“Per la parte di propria competenza ritiene di non revocare il regime di cui all’articolo 41 bis”. È quanto è scritto nel comunicato diffuso dopo il Consiglio dei Ministri di ieri sera in cui si apprende la decisione del ministro della Giustizia Nordio su Alfredo Cospito. Dunque probabilmente cadrà nel vuoto l‘istanza presentata al guardiasigilli dall‘avvocato difensore dell’anarchico detenuto al 41 bis ed in sciopero della fame da 90 giorni. Linea dura dello Stato che, ha spiegato la premier Meloni, “non si fa intimidire da chi pensa di minacciare i suoi funzionari”

Nel frattempo Cospito è stato trasferito dal carcere di Sassari a quello di Opera. “La tutela della salute di ogni detenuto costituisce un’assoluta priorità”, ha detto Nordio motivando il suo trasferimento. Ad Opera infatti l’anarchico che ha perso 40 chili per lo sciopero della fame e si è rotto il naso cadendo nella doccia potrà essere assistito meglio mentre a Sassari rischiava la vita. Le sue condizioni peggiorano di giorno ma resta al 41 bis.

L’ultima speranza della Cassazione

Cospito è detenuto da 4 mesi in regime di 41 bis dopo essere stato accusato dell‘attentato del 2006 contro la scuola Carabinieri di Fossano. Due ordigni erano stati piazzati all’esterno dell’edificio senza uccidere nessuno. Cospito per questo era stato condannato in appello a 20 anni con l’accusa di strage. Condanna che in Cassazione è stata comminiata per strage politica, un reato che prevede l’ergastolo ostativo senza benefici.

All’anarchico è stato comminato il regime di 41 bis per quattro anni. Ora dopo il rifiuto di Nordio la sua ultima speranza rimane probabilmente il ricorso contro il carcere duro presentato alla Cassazione per cui è stata fissata un’udienza per il 7 marzo. Nel frattempo continua la lotta degli anarchici con due auto della Polizia municipale incendiate durante la notte a Milano con bombe molotov e cinque auto della Tim bruciate a Roma.

Stefano Delle Cave

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