Nessun accordo fra Meta e Siae: la musica italiana non sarà più disponibile sulle piattaforme appartenenti a Meta, Facebook e Instagram. I brani non compariranno più all’interno delle librerie musicali dei social, i cataloghi in cui gli utenti scelgono le canzoni da utilizzare per Reels, Stories o per altri contenuti.
Meta e Siae, nessun accordo: addio alla musica italiana su Facebook e Instagram

Il noto paroliere Mogol, presidente onorario Siae, ha affermato a FQMagazine durante la presentazione dell’album ”Capolavori nascosti”:
“E’ una battaglia giusta quella che facciamo a tutela degli artisti, è una battaglia sacra. Il copyright è stato approvato alla Camera e al Senato ed è fermo da 7-8 mesi ai decreti attuativi, è tutto fermo e non riusciamo a capire perché.”
E, Giulio Repetti Mogol, aggiunge:
“Loro sono restii a pagare qualcosa agli autori che vivono grazie ai diritti d’autore”.
Intanto Claudio Buja, Presidente Universal Music Publishing Italia e Consigliere di Sorveglianza SIAE afferma:
“Questo braccio di ferro tra Meta e Siae con la minaccia di togliere la musica italiana dalle piattaforme non è un danno solo per la discografia, l’editoria e gli utenti ma anche per le piattaforme stesse”.
Rimuovere la musica italiana è, certamente, un danno ingente ma a tal proposito non è mancata repentina la risposta di un portavoce di Meta:
“Purtroppo non siamo riusciti a rinnovare il nostro accordo di licenza con Siae. La tutela dei diritti d’autore di compositori e artisti è per noi una priorità assoluta e per questo motivo, a partire da oggi, avvieremo la procedura per rimuovere i brani del repertorio Siae all’interno della nostra libreria musicale’‘.
La replica
Per la Siae Meta ha fatto una scelta ”incomprensibile e unilaterale”. La Siae, intanto, ha spiegato in una nota:
“Viene richiesto di accettare una proposta unilaterale di Meta prescindendo da qualsiasi valutazione trasparente e condivisa dell’effettivo valore del repertorio. Tale posizione, unitamente al rifiuto da parte di Meta di condividere le informazioni rilevanti ai fini di un accordo equo, è evidentemente in contrasto con i principi sanciti dalla Direttiva Copyright per la quale gli autori e gli editori di tutta Europa si sono fortemente battuti, Colpisce questa decisione , considerata la negoziazione in corso, e comunque la piena disponibilità di Siae a sottoscrivere a condizioni trasparenti la licenza per il corretto utilizzo dei contenuti tutelati. Tale apertura è dimostrata dal fatto che Siae ha continuato a cercare un accordo con Meta in buona fede, nonostante la piattaforma sia priva di una licenza a partire dal 1 gennaio 2023. Siae non accetterà imposizioni da un soggetto che sfrutta la sua posizione di forza per ottenere risparmi a danno dell’industria creativa italiana”.
Attualmente, quindi, nel catalogo Meta potranno rimanere disponibili esclusivamente i brani che non rientrano nel repertorio Siae.
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